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SMOG BRUXELLES, NUOVE MISURE ENTRO LUNEDI. ITALIA E ALTRI 8 PAESI A RISCHIO. PROTESTA DI GREENPEACE

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Smog Bruxelles. Ieri a Bruxelles i ministri di nove stati, inclusa l’Italia, hanno partecipato al meeting sulla qualità dell’aria convocato dal commissario Ue all’Ambiente Karmenu Vella. Un’ultima chiamata prima che scatti il trasferimento del caso alla Corte di Giustizia e poi le sanzioni. Si attendono i documenti entro lunedì.

Si tratta di un tentativo per fare pressione sui governi, tutti sotto procedura di infrazione per non aver rispettato i limiti alle emissioni concordati. L’incontro offre l’ultima opportunità agli stati di dimostrare che sono state prese le misure necessarie per risolvere la situazione in base alla legge europea.

In 23 paesi e oltre 130 città la qualità dell’aria è sotto i limiti ammessi. La Commissione aveva fissato al 2005 la scadenza per far rientrare i valori delle Pm10 (le polveri sottili) e al 2010 quella per i livelli del biossido di azoto, nessuna data è stata rispettata e dal 2008 sono cominciate le procedure legali. Per le Pm10 sono coinvolti 13 stati, per l’No2 (BIOSSIDO DI AZOTO) sono 16, in entrambi gli elenchi c’è l’Italia.

La Ue ha già adottato contro l’Italia due «pareri motivati» per violazione delle norme sul biossido d’azoto (il 15 febbraio 2017) in 12 zone (incluse Roma, Milano e Torino) e su Pm10 (il 27 aprile), entrambi rappresentavano un «ultimo avvertimento».

Alcuni dati. Sono circa 400mila le morte premature annue legate a problemi di qualità dell’aria, con l’Italia primo Paese Ue per decessi da particolato (60mila l’anno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente). Le autorità italiane hanno messo a punto un piano per le regioni del nord. Una strategia che però, pur andando nella giusta direzione, potrebbe non bastare. “Abbiamo ricevuto documentazioni positive, ma non abbastanza da cambiare il quadro complessivo”, sottolinea Vella

La Commissione europea vuole impegni effettivi, concreti, tempestivi. Si è già perso troppo tempo per rendere respirabile l’aria delle città, e ora i Paesi dove si registrano le maggiori concentrazioni di polveri sottili i e ultrasottili (pm10) e ossidi di azoto (No) dovranno affrontare la questione in maniera prioritaria”, ha dichiarato Karmenu Vella. Si attendono i documenti entro lunedì, e l’unico modo per evitare di finire davanti alla Corte di giustizia europea è avere dei piani di riduzione dell’inquinamento che riescano effettivamente a rispettare gli obiettivi richiesti.

Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione ieri mattina a Bruxelles scoprendo il loro petto e mostrando un lavoro di body art che ritrae i loro polmoni, per chiedere aria pulita e provvedimenti contro lo smog ai Paesi convocati d’urgenza.  “I gas di scarico delle auto uccidono in Europa decine di migliaia di persone. Mentre ci sono delle leggi in vigore per proteggerci, per anni i nostri governi non hanno intrapreso le azioni necessarie a riportare l’inquinamento atmosferico entro i limiti previsti“, ha dichiarato Benjamin Stephan della campagna Inquinamento di Greenpeace.

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