Attualità

SITI MINERARI DISMESSI, UN POTENZIALE ECONOMICO-CULTURALE DA TUTELARE E VALORIZZARE

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Siti minerari. Individuare  un reale percorso di recupero dei più importanti e pregevoli siti minerari post industriali esistenti nel territorio nazionale con l’obiettivo di censire il patrimonio attraverso la redazione di un apposito albo; stabilire un ordine di interventi strutturali per il recupero e la trasformazione in aree fruibili dei siti recuperabili, stipulando, laddove possibile, apposite convenzioni con gli enti proprietari; promuovere, a livello nazionale, percorsi integrati per favorire lo sviluppo di questa nuova forma di turismo.

Sono le principali misure della proposta di legge a prima firma dell’On. Chiara Braga, per la tutela e la valorizzazione dei siti minerari dismessi in Italia e del loro patrimonio storico, archeologico, paesaggistico ed ambientale.

“Questa proposta di legge – ha dichiarato Chiara Braga, capogruppo Pd in Commissione Ambiente ed Ecomafie di Palazzo Montecitorio – mira a valorizzare la rete dei siti minerari dismessi, che rappresentano un importante patrimonio di archeologia industriale puntando alla loro riqualificazione dal punto di vista storico-turistico. Mi auguro – ha poi concluso – che su questa proposta si possa lavorare insieme in Parlamento, trovando un’ampia condivisione”.

In Italia ci sono circa 3000 siti minerari dismessi: 765 in Sicilia, 427 in Sardegna, 416 in Toscana, 375 in Piemonte e 294 in Lombardia.

La proposta di Legge, nasce dalla collaborazione portata avanti in questi anni con la Rete Nazionale dei Parchi e Musei Italiani, coordinata e promossa dall’ISPRA.

I siti di interesse storico ed etnoantropologico, sono già “beni culturali”, alcuni riconosciuti anche dalle locali soprintendenze ai Beni Culturali come autentiche testimonianze di archeologia industriale e protetti da specifici vincoli di tutela.

Nonostante a livello regionale ci sono numerose norme volte a tutelare questo patrimonio, senza una legge omogenea si perderebbe non solo la possibilità di tutelare in modo sinergico tutti i siti, ma anche l’occasione di promuovere e sostenere questa nuova forma di turismo.

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