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SISTRI ADDIO, IL CDM DICE STOP AD UNO SPRECO DI STATO DURATO 9 ANNI E COSTATO 141 MILIONI

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Sistri. Stop al SISTRI, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per permettere l’informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani della Regione Campania.

All’articolo 6 del Decreto Legge Semplificazione, licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri, il Governo stabilisce che a partire dal 1 gennaio 2019, è soppresso il sistema di tracciabilità dei rifiuti, che nel corso degli anni ha presentato notevoli criticità applicative.

Conseguentemente, non sono dovuti i contributi di cui all’articolo 14-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 e all’articolo 7 del decreto del ministro dell’ambiente 30 marzo 2016, n. 78.

Il sistema, introdotto nel 2010 con un contratto fin da subito secretato e affidato alla società Selex di Finmeccanica, coinvolta in inchieste giudiziarie, fino ad oggi non è mai entrato in funzione.

Le imprese aderenti però (quelle con più di 10 addetti) hanno dovuto pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale.

Costi enormi, non solo per le aziende che vi avevano aderito (a questo link le imprese obbligatoriamente coinvolte http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=48&Itemid=55), ma anche per lo Stato, subentrante in caso di mancato versamento da parte delle imprese, e quindi per tutti i cittadini.

In 9 anni, nonostante non sia mai stato operativo, il SISTRI è costato allo Stato 141 milioni di euro:

Dal 2010 al 2014: sono stati fatturati 290 milioni, di cui quasi 90 pagati effettivamente

Dal 2015 al 2018: sono stati fatturati 66 milioni, pagati 51

In sostituzione del Sistri, viene momentaneamente previsto il ritorno ai registri cartacei, in attesa di un nuovo e più efficiente sistema di tracciabilità che sarà gestito  in maniera diretta dal Ministero dell’Ambiente.

Obiettivo del nuovo Sistema, arrivare a tracciare almeno il 90% dei rifiuti speciali al confronto del 65% attuale.

Ma non solo, il nuovo Sistema di Tracciabilità costerà circa 3 milioni di euro l’anno.

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