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SIRIA, DENUNCIA ONG: “NUOVI BOMBARDAMENTI E FORSE AGENTI CHIMICI”

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Siria, denuncia Ong: “nuovi bombardamenti e forse agenti chimici”. Nuovi bombardamenti del regime siriano sull’enclave ribelle alle porte di Damasco.

È di almeno 10 morti il bilancio dei  nuovi bombardamenti e raid aerei sulle città della Ghuta in Siria, nonostante la risoluzione dell’Onu per la tregua votata sabato scorso.

L’Osservatorio per i diritti umani e i volontari degli White Helmets, hanno affermato che 9 persone (della stessa famiglia) sono morte in una raid poco dopo la mezzanotte a Duma e un’altra persona ad Harasta.
Ieri i morti sono stati 14.

I raid hanno distrutto un intero edificio a Douma, il principale cento abitato nella periferia damascena di Ghouta orientale e hanno seppellito.

L’Osservatorio nazionale siriano sospetta peraltro che i governativi siriani abbiano lanciato un attacco chimico con cloro su Al-Shifuniyah, nella Ghuta orientale: “diversi civili hanno avuto sintomi di soffocamento, un bimbo è morto“, precisando di non avere ancora informazioni dettagliate sull’episodio e sulla natura delle armi usate nel raid.

Preoccupazione dall’Ue per l’aumento delle operazioni militari, anche se la tregua Onu è un primo incoraggiante passo.

“La Ghuta orientale non può più aspettare e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria deve essere attuata “immediatamente” – afferma da Ginevra il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres – “è giunto il momento di fermare questo inferno sulla terra”.

La risoluzione del Consiglio di sicurezza chiede la cessazione delle ostilità in Siria per almeno 30 giorni, ma “le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza hanno senso solo se sono effettivamente applicate” –  ha aggiunto il segretario generale Onu, chiedendo che la risoluzione sia “immediatamente” applicata, in particolare per garantire la consegna immediata, sicura, senza ostacoli degli aiuti e dei servizi umanitari, l’evacuazione dei malati e dei feriti e per alleviare le
sofferenze dei siriani.

Nel ricordare a tutte le parti l’obbligo di proteggere i civili e le infrastrutture civili “in ogni momento” e sottolineando che “gli sforzi per combattere il terrorismo non sostituiscono tali obblighi, Guterres ha detto che “le Nazioni Unite pronte a fare la loro parte”.

Intanto, in mattinata, le forze speciali della polizia e della gendarmeria turca sono entrate nell’enclave curda di Afrin (nel nord-ovest della Siria) sotto attacco di Ankara da oltre un mese.

Secondo quanto riportano i media locali, il loro obiettivo sarà quello di contrastare possibili infiltrazioni di miliziani curdi dell’Ypg nei villaggi già passati sotto il controllo turco e di partecipare all’assedio del centro urbano di Afrin.

Accanto alle forze speciali, saranno schierati a partire da oggi anche circa 600 membri curdi e arabi della ‘Brigata dei falchi curdi’ dell’Esercito siriano libero.

Dalle forze armate turche è arrivato anche il nuovo bilancio dell’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’, indicando in 2.059 il numero dei “terroristi” curdi dell’Ypg e dell’Isis “neutralizzati” (uccisi, feriti o fatti prigionieri) dall’inizio dell’offensiva, il 20 gennaio scorso.

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