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SIGARETTE ELETTRONICHE, STRETTA FISCALE E NUOVE IMPOSTE. STOP ALLA VENDITA ONLINE

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Sigarette elettroniche. Dal primo gennaio sono entrate in vigore nuove norme e tassazioni sui liquidi con i quali vengono ricaricate le sigarette elettroniche. Già da metà dicembre è iniziata la corsa per fare scorta di questi liquidi.

Due sentenze della Corte costituzionale hanno confermato il nuovo regolamento e d’ora in poi le sigarette elettroniche e i prodotti collegati rientreranno tra i Monopoli di Stato, come il tabacco tradizionale e i superalcolici.

Molti consumatori si stanno affrettando a fare scorta di questi liquidi che però non possono più essere venduti online in Italia. Inizialmente l’emendamento aveva previsto che i liquidi potessero essere venduti soltanto in tabaccheria, e non nei negozi specializzati, ma nell’ultima versione queste limitazioni sono state eliminate. I negozi specializzati potranno continuare a venderli, ma dovranno avere l’autorizzazione del Monopolio.

In piazza a Montecitorio a fine novembre produttori, commercianti e consumatori erano scesi in piazza per dire NO al Monopolio di Stato: https://www.teleambiente.it/sigarette-elettroniche-monopolio/

I prezzi dei liquidi pronti da “svapare” con o senza nicotina sono più che raddoppiati. I produttori  hanno cominciato ad applicare l’imposta di consumo a norma di legge, ovvero 39 centesimi a millilitro, e dunque 4,5 euro Iva compresa, per una boccetta da 10 ml, che a un consumatore medio dura due o tre giorni.

E da aprile sarà ancora peggio. Il regolamento dei Monopoli stabilirà i criteri di applicazione dell’imposta anche ai vari prodotti utilizzati dagli svapatori per la produzione dei liquidi da inalare, glicocerolo e glicerina vegetale in primo luogo alle quali aggiungere eventualmente  la nicotina. Come “eccipienti” glicerina e glicerolo costano e costeranno meno di 20 euro al litro. Etichettati come “liquido inalabile” ne costeranno 450 solo di tasse.

Da metà dicembre inoltre in tutta Italia, questi prodotti non si possono più vendere online. I siti che hanno continuato a farlo sono stati oscurati dai Monopoli. Illegali anche gli acquisti sui siti stranieri. Tra i consumatori si è scatenato il panico e non ci si rassegna al nuovo scenario.

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