Al festival dell’Acqua in corso a Torino si è parlato degli impatti dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica, soprattutto alla luce dell’ondata di siccità della scorsa estate

I cambiamenti climatici e in particolare le ondate di siccità che probabilmente si abbatteranno sempre più spesso sul nostro Paese sono stati al centro di uno degli incontri del Festival dell’acqua in corso a Torino fino al 23 settembre e organizzato da Utilitalia, la federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas in Italia.

“Il festival dell’acqua serve per ragionare su quelli che saranno gli eventi futuri – ha spiegato Paolo Romano del Gruppo SMAT, Società Metropolitana Acque Torino su quella che deve essere la capacità da parte dei gestori del servizio idrico di fare una programmazione che consenta di sviluppare attività preventive”.

Una prevenzione e una programmazione che sono emerse come componenti necessarie vista l’ondata siccitosa che la scorsa estate ha colpito soprattutto il nord Italia provocando contestualmente una crisi idrica.

“Siccome ci saranno altri periodi fortemente siccitosi, questo vuol dire che bisogna realizzare infrastrutture i cui tempi di esecuzione spesso superano i 5, 6 o 7 anni. Quindi tutti i gestori devono iniziare a rivedere l’impostazione delle loro reti e dei loro impianti”, ha continuato Romano.

Ma i cambiamenti climatici hanno un impatto sull’acqua anche da un punto di vista economico. “Un impatto notevole – spiega il Direttore Generale di Utilitalia Giordano Colarullo -. Le imprese stanno rispondendo in un primo luogo con una forte implementazione infrastrutturale. Ai grandi investimenti, che vanno oltre i 4 miliardi circa annui, si aggiungono quelli del Pnrr a cui aggiungere poi investimenti specifici nell’ordine di 5 miliardi nei prossimi tre anni. Questa non è l’unica risposta possibile, serve anche la collaborazione di tutti i cittadini e in primo luogo cercando di essere un po’ più parsimoniosi nei consumi”.

Articolo precedenteCittà dei 15 minuti, 22,5 milioni di euro per interventi rigenerativi nei XV municipi di Roma
Articolo successivoMarevivo, tutti sul Tevere per il “World Cleanup Day”