Stefano Gregoretti e Dino Lanzaretti stanno percorrendo in bici tutta la Siberia, dal villaggio più freddo (-67°C) a quello col record più alto (+38°C). Obiettivo del progetto “Siberia 105” è raccontare il cambiamento climatico in una delle regioni del mondo più colpite.  

Due atleti italiani – Stefano Gregoretti e Dino Lanzaretti – dallo scorso 7 gennaio sono in giro in bicicletta in uno dei luoghi più impervi, isolati, freddi e pericolosi del mondo: la Siberia.

L’obiettivo del loro viaggio – denominato “Siberia 105” – è raccontare i cambiamenti climatici in una delle regioni più colpite. La dimostrazione delle conseguenze della crisi climatica sulla Siberia sta tutta nel nome scelto per la spedizione. Centocinque, infatti, sono i gradi di differenza che potrebbero esserci tra quelli misurati nel punto di partenza a quelli del ritorno.  

Il viaggio dei due atleti, infatti, è cominciato da Ojmjakon – il villaggio in cui nel 2019 è stata toccata la temperatura record di 67 gradi centigradi sotto lo zero – e terminerà a Verkhoyansk – dove nel 2020 è stata toccata la temperatura più alta per la Siberia: +38 gradi centigradi.  

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In Siberia in bici per raccontare il cambiamento climatico sui social

Stefano Gregoretti e Dino Lanzaretti in questo momento si trovano in uno dei posti più impervi del Pianeta. Dormono in una tenda riscaldata da una stufetta che trasportano sulle spalle e viaggiano su sentieri pieni di neve senza incontrare un essere umano per diversi chilometri.

Ma non appena trovano un rifugio raccontano le proprie avventure grazie all’utilizzo dei social network. In fondo è questo l’obiettivo del viaggio: raccontare i cambiamenti climatici e come gli abitanti della Siberia li stanno vivendo.

E la cosa più interessante è che, come raccontano i due atleti, gli abitanti della Siberia sono poco interessati agli stravolgimenti climatici che stanno vivendo. Perché lì la priorità è sopravvivere al lungo inverno.   

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Siberia in bici, un viaggio lungo 1200 chilometri

Quanto durerà in tutto il viaggio di Gregoretti e Lanzaretti non lo sanno. Molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche e del territorio che incontreranno lunga la strada.

Una strada lunga 1200 chilometri che percorreranno interamente in bicicletta, a piedi o con il SUP (Stand up paddle) quando si tratterà di attraversare i fiumi che nel frattempo si saranno sciolti.

Insomma, tutti mezzi verdi ed ecosostenibili per un viaggio tra i più difficili della Terra. Eppure – spiega Gregoretti su Facebook – “non vorremmo essere né fare qualcosa di diverso da questo”. 

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