Clima

Siberia, nuovo record di temperature: registrati +38°C nella città di Verkhoyansk

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La Siberia ha registrato un nuovo record di temperature: la città di Verkhoyansk ha raggiunto i 38°C sabato, superando il precedente record di 37.2°C del 1988.

La città di Verkhoyansk in Siberia ha raggiunto la temperatura di 38°C lo scorso sabato: se dovesse essere confermata si tratterebbe di un record sia per la città stessa che per l’intera regione. “Quello che sta accadendo in Siberia è a dir poco eccezionale. Si tratta di temperature attese per il 2100 e siamo 80 anni in anticipo” ha twittato il meteorologo Jeff Berardelli.

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La città di Verkhoyansk è tra le più fredde del pianeta. La temperatura media per giugno è di circa 15°C mentre il precedente record di temperature è del 1988, quando furono raggiunti i 37.2°C. Il record di temperature negative nella città è di -67.8°C, registrati nel 1892. Se le temperature di sabato dovessero essere confermate, la differenza sarebbe di 105.8°C. “E’ una differenza così ampia che supera la differenza tra la temperatura di ebollizione dell’acqua e quella di congelamento” ha spiegato Jonathan Erdman di The Weather Channel

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Secondo il Washington Post ci sono alcuni dubbi sulla validità dei dati di sabato, sebbene un pallone sonda abbia registrato una temperatura di 95.3°C domenica. Anche se i dati non dovessero essere confermati, è comunque certo che in Siberia si stiano verificando temperature insolite per la regione: a maggio la media delle temperature è stata di 10°C più alta rispetto alla norma, fattore che ha reso maggio 2020 il mese di maggio più caldo nella storia della regione secondo il Copernicus Climate Change Service. “Si tratta di un segnale allarmante ma non solo per il mese di maggio” ha spiegato Freja Vamborg  “Sia l’inverno che la primavera hanno avuto temperature più alte della media stagionale”.

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E questo caldo purtroppo ha delle tragiche conseguenze: oltre agli incendi che devastano la regione, lo scioglimento del permafrost sembra essere la causa dietro alla perdita di gasolio che ha colpito i fiumi della regione. Secondo Berardelli questa ondata di calore avrà conseguenze sia nel breve che nel lungo periodo: “A causa del calore che intrappola i gas a effetto serra prodotti dai combustibili fossili l’Artico si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del pianeta“.

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