L’impatto del cambiamento climatico misurato attraverso il riscaldamento globale. I dati diventano dei grafici nella campagna ‘Show your stripes’ lanciata dall’Onu.

Si chiama ‘Show your stripes‘ ed è una campagna lanciata dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), agenzia dell’Onu che si occupa anche del clima. A sei mesi dalla Cop26, i dati drammatici sull’aumento delle temperature globali diventano dei grafici. Per la comunità scientifica il 2021 è l’anno di non ritorno, l’ultima occasione per invertire il riscaldamento globale ed i suoi effetti.

Ed Hawkins, ricercatore dell’Università di Reading, in Gran Bretagna, ha ideato un grafico semplice ma efficace alla vista: le ‘Warming Stripes‘. Ogni striscia di colore indica la temperatura media annuale, dal 1850 a oggi. I grafici sono realizzati sia a livello globale, sia per ogni singolo Paese, ma tutti dimostrano una tendenza univoca.

Le temperature, specialmente nell’ultimo secolo, sono passate da principalmente blu (temperature medie e fredde) a principalmente rosse (temperature rosse). Il cambiamento più drammatico si registra nell’Artico, che si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale. Per Ed Hawkins, lo strumento “è un modo semplice ed efficace per comprendere la portata del problema e stimolare all’apertura di un dibattito sui rischi del cambiamento climatico”.

Alla campagna ‘Show your stripes‘ ha partecipato anche la ong di scienziati e giornalisti Climate Central. Petteri Taalas, segretario generale del Wmo, ha spiegato: “Anche chi mostra le previsioni del tempo può essere un ottimo comunicatore sul clima. Il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati, nel decennio più caldo mai registrato. La temperatura globale media era di 1,2°C al di sopra dei livelli pre-industriali”.

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