SFRUTTAMENTO LAVORO MINORILE, 108 MILIONI BAMBINI SFRUTTATI IN AGRICOLTURA

Sfruttamento lavoro minorile, 108 milioni bambini sfruttati in agricoltura. “Troppo spesso, nel mondo, i Minori di cui si sfrutta il lavoro sono impiegati in occupazioni

pericolose o in condizioni lavorative non sicure. L’Europa e l’ Italia non sono esenti da questo: soprattutto quando il bambino è lasciato solo è più facile che si trovi imbrigliato nelle reti

dello sfruttamento. Siamo tutti chiamati a spezzare queste catene per contrastare ogni forma di abuso, nella consapevolezza che abbiamo bisogno che soprattutto i più giovani devono poter

sviluppare appieno le loro capacità”.

È il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro Minorile.

Lanciata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nel 2002, ogni 12 giugno la Giornata vuole porre l’attenzione sulla diffusione del lavoro minorile, cercando di unire governi, organizzazioni di imprenditori e società civile di tutto il mondo per discutere su quali misure debbano essere adottate per poterli aiutare.

Sono infatti 168 milioni i minori che lavorano, di questi 85 milioni in lavori altamente rischiosi.

Molti lavorano senza ricevere un salario.

“I bambini devono poter giocare, studiare e crescere in un ambiente sereno. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!” – ha scritto Papa Francesco in un tweet in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile.

Ma se da una parte, il numero di bambini impiegati nel lavoro (rispetto al 2000) è diminuito di un terzo, causa aumento dei conflitti e catastrofi provocate dal clima, sono cresciuti i minori impiegati in agricoltura.

Tendenza – avverte la Fao – che non solo minaccia il benessere di milioni di bambini ma mina anche gli sforzi per porre fine alla fame e alla povertà.

Il numero dei minori che lavorano in agricoltura è passato dai 98 milioni del 2012 ai 108 milioni di oggi.

Dati che non riguardano solo i Paesi, così detti, del “terzo mondo”, ma anche l’Italia.

Sono circa 340 mila i minori sotto i 16 anni che lavorano nel nostro paese: di questi, 28 mila coinvolti in attività pericolose per la propria sicurezze ed ai limiti dello sfruttamento.

“Nel significato più profondo del diritto all’infanzia, i Minori dovrebbero affrontare solo i problemi e le preoccupazioni proprie della loro età. La possibilità di crescere in salute e circondati da affetto, di vivere liberi dal bisogno e di ricevere un’istruzione costituisce un parametro importante del progresso umano – – ha detto il Capo dello Stato, per il quale “troppo spesso, nel mondo, i Minori di cui si sfrutta il lavoro sono impiegati in occupazioni pericolose o in condizioni lavorative non sicure”.

“L’Europa e l’Italia – sottolinea Mattarella – non sono esenti da questi fenomeni: soprattutto quando il bambino o il ragazzo è lasciato solo è più facile che si trovi imbrigliato nelle reti dello sfruttamento. Siamo tutti chiamati a spezzare queste catene per contrastare ogni forma di abuso, nella consapevolezza che abbiamo bisogno che soprattutto i più giovani devono poter sviluppare appieno le loro capacità. Le condizioni di fragilità in cui i bambini si trovano sono il principale fattore che conduce al tunnel dello sfruttamento. Per questo il ruolo di coloro che vivono accanto

ai bambini è di grande importanza e di primaria responsabilità. La scuola – la prima istituzione che i bambini incontrano – resta un presidio essenziale per contrastare la negazione dei diritti dell’infanzia ed è dunque la migliore alleata di bambini e ragazzi nella costruzione del loro futuro”.

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