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Le sfide green della Regione Lazio. In esclusiva per TeleAmbiente Devid Porrello

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Pandemia, rifiuti, transizione ecologica e futuro green della Regione. Intervista esclusiva a Devid Porrello, Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio.

Come sta reagendo la Regione Lazio in un momento in cui la pandemia si sta attenuando grazie ad una buona campagna vaccinale? Lo sblocco dei licenziamenti a partire dal 1 luglio può causare problemi di tipo occupazionale, quali sono le strategie che il Consiglio regionale vuole attuare?

Il Lazio è una delle Regioni che ha gestito meglio questo periodo, sia all’inizio dell’epidemia che per quanto riguarda la campagna vaccinale, e ne siamo contenti. Per quanto riguarda l’aspetto economico ed occupazionale, ricordo che Bankitalia pochi giorni fa ha definito il Lazio come la Regione con il sistema che ha reagito in maniera migliore per la ripresa economica. Questo ci fa ben sperare per il mantenimento dei posti di lavoro ma ci sono anche dati sui sistemi produttivi, a cominciare da quello turistico e ricettivo: grazie al lavoro dell’assessora Valentina Corrado, sono stati introdotti incentivi per i visitatori con un meccanismo di premialità che paga una o due notti a seconda dei giorni trascorsi. I dati di giugno del settore crocieristico sono buoni e tutto questo, unito alla ripresa delle aziende nei vari settori, ci fa ben sperare per quanto riguarda il tema dei licenziamenti, che non dovrebbe avere grossi impatti sulla vita dei cittadini. Il Lazio ha anche un settore agricolo e zootecnico che già da tempo è in ripresa, noi continueremo a monitorare attentamente ogni settore produttivo”.

Avete introdotto strumenti a favore delle piccole imprese per riuscire a superare la crisi e per rinnovarsi, come indicato anche dal presidente del Consiglio Draghi?

Nel periodo pandemico il Lazio ha introdotto diversi aiuti sia per le imprese che per le famiglie. Abbiamo riadattato le risorse proprio per superare un periodo di grande difficoltà. La Regione, con bandi di sviluppo e innovazione tecnologica, ha sempre creduto nella necessità di accettare le sfide del futuro e per noi si tratta di proseguire un percorso e non di avviarci su una nuova strada. Cerchiamo di sviluppare nuove aziende e aiutare quelle già esistenti a progredire nell’innovazione”.

A livello nazionale, il Pnrr punta soprattutto sul digitale e sulla sostenibilità. Qual è l’idea di sviluppo sostenibile nella Regione Lazio? Ci sono dei progetti?

Il Lazio è la prima Regione d’Italia ad aver creato un Assessorato alla Transizione ecologica e alla digitalizzazione, con a capo Roberta Lombardi. Stiamo cercando di rivedere l’idea di sviluppo e di orientarla verso la sostenibilità, che è una parola molto usata ma che racchiude in sé diverse sfumature e principi fondamentali. La sostenibilità deve essere al tempo stesso ambientale, economica e sociale e i progetti per il futuro devono rispettare questi tre concetti. Stiamo dando prima di tutto un’attenzione particolare al mondo dell’energia, che nella nostra Regione presenta alcune criticità: un caso particolare è quello di Civitavecchia, dove la produzione di energia da fonti fossili con la centrale a carbone va superata con un cambio di paradigma. Noi stiamo cercando di creare un’idea nuova di produzione energetica, a cominciare dalle rinnovabili, dallo stoccaggio con l’accumulo di energia per somministrarla quando necessario. Abbiamo già incontrato tante realtà produttive per ascoltare le loro idee, ma anche associazioni e comitati del territorio che una volta nascevano per protesta e invece oggi sono preziosi per le loro proposte che l’Assessorato, con i suoi tecnici, valuta e approfondisce. Speriamo di rendere concrete le proposte in poco tempo”.

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Per una vera Transizione ecologica occorre puntare, per esempio nel caso dell’elettrico, sull’installazione di colonnine di ricarica per le auto. Ci saranno tanti lavori da fare, anche da parte delle grandi aziende, per adeguare il territorio verso le nuove sfide. A livello nazionale ha avuto un grande successo il superbonus 110%, importantissimo per l’efficienza energetica. Ci saranno, nel Lazio, dei bandi per le comunità energetiche, in modo da rendere i cittadini sempre più autonomi?

Una buona politica è quella che produce energia da fonti rinnovabili e fa sì che il cittadino sappia utilizzarla in modo da ottenere un risparmio complessivo, ed è proprio questo lo scopo del superbonus. Ora dobbiamo impegnarci a far produrre bene l’energia, la comunità energetica è un progetto su cui stiamo puntando molto e con la prossima legge, da approvare entro l’estate, vogliamo darci uno strumento a vantaggio dei cittadini, con dei fondi appositamente messi a disposizione. Il nostro obiettivo è di favorire una produzione di energia diffusa sul territorio e non più in singoli poli, è anche un modo di responsabilizzare i cittadini. Dobbiamo puntare sul fotovoltaico e sull’eolico, ma questo sarebbe poco utile senza un buon sistema di accumulo e di rilascio dell’energia”.

Nel Lazio ci sono ancora due tratte ferroviarie non elettrificate ed alimentate a combustibile. C’è un’idea di introdurre treni a idrogeno?

Le due tratte in questione sono interregionali, cioè la Terni-Rieti-Sulmona e la Cassino-Sora-Avezzano. Nel tratto non elettrificato, in genere, si utilizza un sistema molto inquinante come il diesel e per dare una risposta ‘green’ la nostra idea è di far sì che il vettore sia a idrogeno. Secondo me, sarebbe una grande rivoluzione e devo dire che siamo abbastanza vicini al risultato: il Comitato interministeriale ha già reputato fattibile una delle due linee e per l’altra stiamo per procedere allo studio e alla valutazione sulla compatibilità. La speranza è che presto, per entrambe le tratte, il locomotore possa finalmente essere a idrogeno e non più diesel”.

La Regione Lazio ha una società di trasporti come Cotral, che garantisce un buon servizio agli utenti e negli ultimi anni si è modernizzata. Si sta pensando di introdurre più mezzi sostenibili?

Sulle lunghe percorrenze, i mezzi elettrici presentano ancora qualche problema perché le batterie non consentono molta autonomia, specialmente se parliamo di mezzi pesanti che hanno bisogno di molta energia. Per questo, sulle lunghe tratte pensiamo di sviluppare l’idrogeno ed un nostro progetto, che coinvolge anche Umbria e Abruzzo, ha passato la valutazione europea e che quindi sarà presto finanziato. Nel Lazio, e nello specifico a Civitavecchia, sarà quindi testato l’idrogeno per il trasporto pubblico: speriamo di avere buoni risultati e che Cotral possa costituire un esempio da replicare in tutte le città italiane. Il parco mezzi di Cotral è in gran parte costituito da Euro 6 e quindi è già a basso impatto ambientale, ma vogliamo ridurlo ancora di più”.

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Un problema molto serio, a Roma e nel Lazio, è la questione dei rifiuti. Una delle stelle del M5S è quella per l’ambiente e uno dei cavalli di battaglia è sempre stato il no alle discariche. Dopo la chiusura di Malagrotta, le soluzioni possibili sono la costruzione di un termovalorizzatore o un aumento della differenziata che però al momento resta un obiettivo lontano. Intanto, però, i rifiuti di Roma finiscono non solo in tutta Italia, ma anche in tutta Europa. Qual è la realtà della situazione nella faida tra Comune e Regione? Quale la soluzione proposta dalla Regione Lazio?

Il problema dei rifiuti a Roma è ormai evidente a tutti, ma bisogna fare delle precisazioni. La Regione Lazio non ha un proprio sistema industriale del ciclo dei rifiuti e questo rende impossibile chiudere la filiera sul territorio, nel tempo si è preferito non investire e puntare su soluzioni più comode e veloci, come le grandi discariche. Dobbiamo ampliare la rete industriale creando un sistema di lavorazione dell’indifferenziato coinvolgendo tutte le municipalizzate dei rifiuti nei vari Comuni. Nelle città dobbiamo puntare di più sulla raccolta differenziata, è l’unico modo per evitare le discariche, dove finisce l’indifferenziato. Ovviamente non riusciremo mai ad arrivare al 100% di differenziata, ma dobbiamo pensare a nuovi modelli: le prossime discariche, di cui purtroppo temo ci sia bisogno, non dovranno ospitare rifiuti misti ma dovranno essere di servizio, dove sarà mandata la residuale parte di rifiuti che non si riesce a trattare. Non vedremo però inceneritori, lo abbiamo ribadito più volte attraverso l’intervento legislativo e con il piano rifiuti. Spero che l’unico inceneritore presente nel Lazio, quello di San Vittore a Cassino, possa lavorare sempre meno. Dobbiamo però accelerare sul sistema industriale di trattamento dei rifiuti differenziati, per avere una filiera del trattamento dell’umido, della plastica, della carta e così via. Le singole città devono però impegnarsi di più sulla raccolta differenziata, specialmente quella porta a porta”.

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Le percentuali di differenziata, specialmente a Roma, continuano ad essere insufficienti. Si può accelerare in questo senso?

Il piano rifiuti regionale va proprio in questa direzione, le percentuali di differenziata a Roma non sono scarsissime ma neanche eccezionali. Al momento siamo al 43-45% di raccolta differenziata, lontano dal 65% che ci eravamo prefissati da tempo e che abbiamo procrastinato al 2025. Quello di Roma non è un unicum, tra l’altro non è semplice calibrare i diversi tipi di raccolta differenziata perché questo dipende soprattutto dalle caratteristiche urbane dei singoli quartieri. Roma ha individuato tre modelli diversi e speriamo che con questa diversificazione si possa arrivare a percentuali maggiori. Nel Lazio abbiamo territori molto virtuosi, anche premiati a livello nazionale, ma si tratta di Comuni medi o piccoli. Il nostro obiettivo è che tutti raggiungano quell’obiettivo minimo di raccolta differenziata, nel più breve tempo possibile”.

I giovani sono tra coloro che più hanno pagato il prezzo della pandemia. Cosa si può consigliare ai ragazzi che vogliono entrare nel mondo del lavoro?

Il futuro sarà sicuramente nelle energie rinnovabili, questo vale per tutto il mondo. Cerchiamo quindi soprattutto figure tecniche da formare nel campo dell’idrogeno, dell’eolico e del fotovoltaico, non soltanto a livello di manutenzione, ma anche di progettazione e di sviluppo di queste tecnologie. Un altro consiglio, che difficilmente viene dato e raccolto, è che esiste un mondo produttivo legato alla terra. L’agroalimentare sta diventando un settore di punta ovunque, non solo nel Lazio, anche se si pensa ancora che l’agricoltura sia qualcosa legato al passato. Eppure ci sono tanti giovani che hanno accolto questo invito e stanno ottenendo grandi risultati in questo ambito. Un altro consiglio è molto semplice: solo con lo studio e con la formazione è possibile stare al passo con i tempi e i giovani, in questo senso, partono nettamente avvantaggiati. Occorre avere sempre uno sguardo molto aperto sul mondo intorno a noi, che evolve velocemente”.

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