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Il Tar conferma gli abbattimenti e concede un giorno in meno ai volontari: cosa sta succedendo.

Brutte notizie per quanto riguarda la Sfattoria degli Ultimi. Il Tar del Lazio ha confermato il provvedimento dell’Asl Roma 1, che aveva disposto gli abbattimenti di cinghiali e altri suini nell’ambito del contrasto alla peste suina. Il Tar ha stabilito che la Asl debba consentire di tenere solo due maiali da affezione, come stabilito dalla legge, e ha fissato per il prossimo 12 settembre l’udienza collegiale per decidere definitivamente sulla fase cautelare (sospensiva).

Sfattoria degli Ultimi, la decisione del Tar

La Sfattoria degli Ultimi, che si trova alle porte di Roma e in piena zona rossa, ospita circa 140 animali. Il Tar ha deciso che “non ci sono serie ragioni per derogare alle misure di profilassi e contenimento del virus Psa“. La Asl potrà consentire di tenere solo due maiali e nel caso in cui siano adottati tutti gli accorgimenti per un trattamento consono degli animali e facendo sì che non escano dalla proprietà. Inoltre, lo stato di salute degli altri maiali già sequestrati dovrà essere monitorato costantemente, per valutarne la pericolosità e l’eventuale necessità di abbattimenti. Soddisfatto Antonino Galletti, legale dell’Asl Roma 1: “Si conferma la legittimità dell’operato, nel rispetto della disciplina vigente dettata dal legislatore europeo ed italiano, dal prefetto, dal Ministero della Salute e dal commissario straordinario per la peste suina“.

Sfattoria degli Ultimi, concesso un giorno in meno

Dal canto suo, la Sfattoria degli Ultimi denuncia un grave caso. “Stamattina mentre stavamo procedendo alla perizia per consegnare la documentazione che ci è stata richiesta per la biosicurezza al Tar del Lazio, ci è arrivata la notizia dai nostri avvocati che il termine di presentazione non è più il 18 agosto alle 23.59 ma stasera alle 23.59” – spiega la fondatrice, Paola Samaritani – “È un fatto inaudito, lede il nostro diritto alla difesa. Sembra un accanimento specifico contro di noi“.

Sfattoria degli Ultimi, 140 animali da abbattere

I volontari della Sfattoria degli Ultimi, da due giorni, stanno cercando di adeguare la strutture alle normative sulla biosicurezza con l’aiuto dei periti di parte. La riduzione di un giorno del tempo consentito per farlo, però, rende tutto molto più complicato. Dall’8 agosto, la Sfattoria degli Ultimi sta affrontando un caso molto delicato: la Asl Roma 1 aveva disposto l’abbattimenti dei 140 suini (maiali e cinghiali) presenti nel rifugio, per contenere la diffusione della peste suina. Ad assistere i responsabili c’è la Lega Anti Vivisezione (Lav), i cui legali hanno presentato un ricorso al Tar. Il tribunale ha accolto la sospensiva del provvedimento e ha stabilito un’udienza per approfondire la questione il prossimo 14 settembre, ma con l’obbligo di invio di una documentazione che chiarisca sul rischio di propagazione dell’epidemia all’interno della struttura.

La mobilitazione per la Sfattoria

In tanti si sono mobilitati per la Sfattoria degli Ultimi. Su Change.org è partita una petizione, che ha raccolto tantissime adesioni. “Ci sono tante persone che non lasceranno che questi animali vengano abbattuti. Sono tutti maiali salvati da allevamenti abusivi o chinghiali inurbati che abbiamo recuperato, anche alcuni cinghiali investiti dalle auto che abbiamo curato e salvato” – ha spiegato Emanuele Zacchini, volontario della struttura – “Gli animali sono controllati e sono sani, non c’è motivo per abbatterli. Sono qui perché gli abbiamo dato una seconda chance. Chiediamo al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al governatore della Regione Nicola Zingaretti di venire a trovarci e aprire un dialogo“.

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