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Nuova udienza questa mattina, con attivisti e volontari che hanno manifestato per chiedere di salvare i circa 140 animali ospiti nel rifugio.

Sfattoria degli Ultimi, oggi è il giorno della sentenza del Tar del Lazio. Questa mattina si è tenuta una nuova udienza, mentre all’esterno attivisti e volontari hanno manifestato per chiedere di salvare i circa 140 animali (in prevalenza maiali e cinghiali) ospiti nel rifugio, diventato il simbolo della battaglia contro gli abbattimenti indiscriminati per il contenimento della peste suina africana.

L’avvocato Giuseppe Calamo, che rappresenta varie associazioni animaliste (Enpa, Leal, Leidaa, Lac, Lndc, Oipa e Tda) intervenute al fianco della Sfattoria nella controversia con l’Asl Roma 1, ha spiegato che la sentenza dei giudici potrebbe essere emessa in forma breve. In extremis è arrivata, ieri sera, la costituzione della Regione Lazio. “Ci siamo opposti all’ammissibilità della costituzione per la sua tardività. Il Commissario per le lotta alla peste suina è rimasto fuori dal processo, non essendosi costituito“, ha spiegato l’avvocato Calamo.

Le associazioni al fianco della Sfattoria avevano chiesto, il 13 settembre scorso, di confermare la tutela cautelare per evitare gli abbattimenti. “Auspichiamo che gli animali della Sfattoria abbiano salva la vita e, al tempo stesso, che il legislatore arrivi finalmente a ufficializzare il ruolo e lo status dei santuari per animali, in modo da evitare in futuro che possano riproporsi situazioni di questo genere“, spiegano gli animalisti. La speranza è che dal Tar del Lazio possano arrivare buone notizie, specialmente considerando che oggi è la Giornata mondiale degli animali, nonché la ricorrenza di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e degli animali.

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