NETFLIX, AMAZON PRIME VIDEO E SERIE TV, ECCO COME SONO CAMBIATE LE NOSTRE ABITUDINI

Serie Tv. Ogni settimana mi riunisco con il mio gruppo di amici per una serata all’insegna del nerd-disimpegno. Si gioca, si chiacchera, si parla di sport,degli affanni quotidiani e di quello che abbiamo visto o giocato durante la settimana. L’ultima volta è nata una considerazione che desidero condividere con voi: una volta il cinema e i film in generale era una della cose che più animavano le nostre discussioni, mentre ormai è stato soppiantato quasi totalmente dalle serie Tv.

Se ci si pensa è stato un lento ma graduale cambiamento nelle nostre abitudini, anno dopo anno l’uscita settimanale al cinema è diventata via via più rara e l’avvento delle piattaforme in Streaming ha segnato in modo totale il nostro tempo libero. Sia ben chiaro che parlo a titolo personale, o al massimo per le persone della mia età(30-40) che sono quelle che frequento di solito, però non posso far a meno di notare come in noi il cinema sia diventata un’occasione per andare a vedere magari l’ultimo blockbuster,  o  l’ultimo capitolo di una saga a cui ci si è affezionati (tipo una certa guerra spaziale…) ma spesso e volentieri si preferisce rimanere a casa a guardare una puntata di una serie tv su Netflix o su Amazon Prime Video o su Infinity e così via.

Alla fine questo ha creato un serpente che si morde la coda: l’avvento dello streaming casalingo ha portato a un crollo delle vendite dei biglietti cinematografici, rendendo gli unici film redditizi i sequel dei film famosi, i reboot o i film sui supereroi, appiattendo le uscite al cinema,  sommergendole di blockbuster dalla dubbia qualità e riducendo drasticamente i film d’autore.

Nel frattempo le piattaforme streaming aumentano a dismisura il budget e la qualità delle loro produzioni, potendo poi svariare dalla saga di fantascienza, alla serie storica, al documentario di denuncia alla sitcom comica, accaparrandosi spesso e volentieri i migliori tra attori e registi.

C’è un’altra considerazione da fare su questo cambiamento. Leggevo tempo fa un articolo su come nell’era degli smartphone, del bombardamento mediatico, della possibilità di accedere a migliaia e migliaia di contenuti multimediali ogni secondo,  abbia ridotto drasticamente la nostra soglia di attenzione. Ormai per noi (e lo dico anche per esperienza personale) è diventato difficile rimanere attenti a qualcosa per più di un’ora, senza avere l’impulso di guardare il cellulare, di voler a tutti i costi vedere qualche altra cosa o anche solo di alzarsi per una chiacchierata. Ciò naturalmente comporta che restare seduti al cinema per le 2 ore e passa del film spesso e volentieri diventa più uno stress che un passatempo.

Ma non è solo il cinema a essere stato rivoluzionato da Netflix e co.

La concorrenza delle piattaforme streaming è un “problema” con cui i grandi gruppi televisivi italiani (Mediaset e Sky) hanno iniziato a dover tener conto solo da poco tempo nel nostro paese, mentre per esempio negli Usa, dove Netflix o Hulu sono attive ormai da parecchi anni, hanno già cambiato le abitudini dei più giovani, relegando ai grossi Network solo gli spettatori più avanti con l’età oppure solo durante gli eventi sportivi (che al momento,e sottolineo al momento restano in mano alle tv nazionali) oppure per le serie tv o gli spettacoli di proprietà (vedi Big Bang  Theory per la Fox). In Italia questo cambiamento sarà sicuramente molto più lento, lo sappiamo tutti come c’è una grandissima fetta di giovani e non giovani che non può perdersi l’ultima puntata dello show di Maria de Filippi, o il Sanremo nazionale, ma è innegabile che stiamo assistendo a un cambiamento nei nostri modi di fruire della televisione. Se prima infatti si accendeva la Tv ed era un palinsesto a decidere quello che dovevamo vedere, adesso con le piattaforme in streaming siamo noi a organizzarci la sessione, scegliendo quello che vedere, quanto vederlo e come vederlo. Nessuno ci vieta di guardare 5 puntate di una stessa serie tv di seguito (il cosiddetto binge-watching),o magari guardare solo una decina di minuti, decidere che non fa per no e cambiare completamente genere,con un cartone animato,un film magari in esclusiva o un documentario. L’utente ha ormai il controllo del palinsesto, e ciò naturalmente va a discapito della tv generalista, che naturalmente ha visto gli utenti crollare con relativo calo degli introiti pubblicitari.

C’è da dire che finalmente i colossi italiani sono diventati consapevoli del cambiamento, offrendo tra i loro pacchetti anche abbonamenti in streaming con l’accesso a tutta la loro libreria (vedi Infininy, Now Tv o TimVision), ma ciò non toglie che almeno al momento i loro prezzi sono proibitivi per quello che offrono.

Ricapitolando,l’ascesa delle serie tv e delle piattaforme in streaming, che ormai sono entrate nella nostra quotidianità molto più che in passato, sono diventate un fenomeno che un blog che tratta di media e nerdismo in generale non può non trattare.

(si,tutto questo articolo per dirvi che parlerò anche di Serie TV…)

Alla prossima people.

 

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