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SERIE A PAGELLE, 12 VERE SCHIAPPE DA JOAO MARIO A SINISA MIHAJLOVIC

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1. Joao Mario (in foto) Pagelle serie A. Primo Pippone Assoluto di questa Serie A. Campione d’Europa e simbolo degli errori compiuti dai proprietari dell’ Inter (il gruppo cinese Suning) e soprattutto dal genio del Ds Ausilio che adesso vorrebbe sbolognarlo al PSG, manco ci fossero dei fessi a Parigi. Preso dallo Sporting Lisbona per 40 milioni, oggi chi mai gliene darebbe 10? È incontrista? È trequartista? Esterno alto? E boh? Per la cronaca lo Sporting lo aveva preso dal Setubal per 2 milioni. Che colpaccio! Il genio di Spalletti, appena giunto a Milano ebbe un colpo da gigante “È più forte di Nainggolan”. Dove, caro Spalletti? A fumare e dire parolacce?

2. André Silva (in foto) Per lui vale lo stesso discorso di Joao Mario suo compagno in nazionale portoghese L’ estate scorsa il Porto lo aveva lasciato partire con molta serenità, convinto dai 40 milioni di Fassone e Mirabelli. Avrebbe dovuto suonare un campanello d’ allarme, ma quel centravanti di 22 anni tutto scatti e dribbling sembrava l’ ideale per rilanciare il Milan. Bilancio, zero gol e qualche minuto in campionato, 7 reti nelle sfide finora poco più che da oratorio in Europa League. Dopo l’ esplosione di Cutrone, il ragazzo potrebbe partire in prestito. Lo cerca l’ Everton. Ma davvero?

3. Patrik Schick. Direte voi, andiamoci piano, in fondo ha 22 anni appena. Quasi gli anni spiegassero i 40 milioni gentilmente concessi alla Sampdoria di Ferrero per questo bel ragazzo praghese che può esibire un contratto da 5 milioni netti l’anno. E’ una prima punta. Forse. Chissà. Resta il fatto che una prima punta che si mangia un rigore in movimento all’ultimo secondo della sfida stravinta dalla Juve, tirando addosso a Sczcensy il pallone più facile di una vita, è una punta ‘de che’?  Se poi lo vedi contro il Sassuolo, lisciando un pallone al centro dell’area, che poi Dzeko addomestica e porge a Pellegrini che segna, è una prima punta? Arrivato in agosto, dopo che la Juve lo aveva bocciato alle visite mediche (fatto rarissimo in casa Agnelli) è riuscito ad avere problemi fisici fino a  dicembre, per poi adeguatamente esibirsi a Torino. Pippa indubbiamente giovane, ma vera.

4. Maro Rui, Maurizio Sarri lo ha strappato alla Roma ai cui tifosi non è parso vero di potersi toglere dagli occhi questo giocatorino così inconsistente, eppure così motivato e determinato, che ogni qualvolta scendeva sulla fascia, se non passava direttamente la palla l’avversario che lo fronteggiava, tornava indietro per consegnare prudentemente la palla al proprio portiere. Ora il Napoli ha anche un’altra gran pippa voluta sempre da Sarri, tal Maksimovic pagato 25 milioni di euro al radioso Cairo. Voi direte ma Mario Rui, almeno, è costato soltanto 8 milioni. E’ vero, ma sarà pure giusto o no che De Laurentiis nutra adesso qualche perplessità sulle capacità di talent scout di Sarri.

5. Gregoire Defrel, 26 anni, francese calcisticamente nato al Parma che lo prese giovanissimo e poi fece di tutto per spedirlo al Cesena (costo della vendita 125 mila euro) dove in 110 partite segnò 16 gol. Eccolo poi al Sassuolo che lo paga una manciatina di milioni (6) e che quando Di Francesco va a Roma riesce farsi strappare per la bellezza di 15 milioni. Prima punta? Seconda punta? Chiedetelo a Di Francesco che lo utilizza una decina di volte, zero gol e molti infortuni.Signor Monchi, ma che bella campagna acquisti!..e vogliamo parlare anche di Maxime Gonalons? Ma no lasciamo stare altrimenti il turco Under potrebbe averne a male.

 6. Riccardo Saponara. Per il direttore Corvino  era il giocatore ideale per sostituire degnamente Federico Bernardeschi. Se incontrate Pantaleo, per cortesia, vorreste chiedergli che fine ha fatto Saponara costato 9 milioni alle casse dei Della Valle? Certo colpa di infortuni, di cattiva forma, della presenza ben più spumeggiante  di Federico Chiesa e addirittura di Jordan Veretout. Un tempo quando il Milan lo fece esordire apparve come un centrocampista di buona tecnica, buona visione e discreto dribbling. Armi finite nel dimenticatoio della memoria. Malinconia.

7. Marko Pjaca E’ vero. Troppi infortuni. L’ attaccante croato di 22 anni che in nazionale aveva mostrato dribbling e accelerazioni, nella Juve è scomparso.  La rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro lo ha sicuramente danneggiato. Il fatto di giocare in una squadra così ricca di talenti non lo ha aiutato, poi se Allegri mette in panchina Dybala, potrà mai avere pietà per lui? Dicono che andrà via. Per disperazione.

8. Nani Luis Carlos Almeida da Cunha, meglio noto come Nani è la prima vera grande novità del campionato. Anche la Lazio dei talenti sconosciuti che diventano top player ha trovato la sua vera grande pippa.  Doveva dare l’esperienza necessaria alla squadra forgiata da Filippo Inzaghi, memore delle sue giocate da protagonista al Manchester United e al Valencia. Fino ad ora ha dato risposte serissime sulle sue capacità di fare selfie con sempre la maglia “7 Nani”. Non giocherà, ma il suo album di ricordi di queste vacanze a Formello rimarranno per sempre. Costo dell’operazione, 10 milioni. Ok Tare, il prezzo è giusto!

9. Henrique Dalbert Per strapparlo al Nizza, Walter Sabatini ha lavorato sotto traccia per due mesi per questo terzino sinistro di 24 anni, neanche fosse l’erede di  Roberto Carlos. Costo 25 milioni. Risultato? Nove mezze presenze, titolare sempre Nagatomo, addirittura la disperazione di Spalletti lo porta pure a preferirgli Davide Santon. E vi chiedete ancora perché l’Inter stia lentamente scivolando dal vertice della classifica?

10. Leonardo Bonucci  Dai diciamoci la verità, ma Bonucci non è una pippa.E però se continua così rischia di passarci per sempre. Il centrale difensivo della nazionale italiana, anche lui mister 40 milioni, strappato a furor di popolo alla Juventus, rischia di emulare  Ranocchia suo compagno  al Bari che andò all’Inter, fallendo miseramente, mentre Bonucci diventava la colonna della Juve e della Nazionale. Che dirvi? Con la fianco Chiellini, o Barzagli, Leonardo è stato un pilastro anche in azzurro. Al Milan c’è Romagnoli… Ma allora chiedetevi perché  Max Allegri  abbia accettato senza lacrime alla sua cessione dando il suo ok a Medhi Benatia, altra pippa di successo.

11. Allenatore1 Vincenzo Montella. E’ lui il vero unico perdente di successo tra tutti gli allenatori mai apparsi in Serie A. Noto alle cronache calcistiche per i suoi tanti gol da attaccante alla Samp e poi soprattutto alla Roma dove fece impazzire Fabio Capello, tra campo e panchina, ma poi contribuì allo scudetto romanista. Qui debutta da allenatore dei Giovanissimi ma deve rispondere alla chiamata della prima squadra orfana di Claudio Ranieri che si era improvvisamente dimesso. Porta la Roma al sesto posto, ma venne accompagnato alla porta. Va al Catania che porta in salvo ma anche qui viene salutato senza rimpianti. Così va alla Fiorentina: zero risultati e anche qui volano parole e porte sbattute. Così va alla Samp, altra accoglienza da star, regista Ferrero. Una annata, Samp al 15.mo posto e tanti saluti. E dove va? Lo chiamano al Milan, gli organizzano due campagne acquisti faraoniche. Risultato? Viene esonerato senza il classico panettone. E che succede? Lo chiamano a Siviglia e gli affidano una squadra da ottavi di Champions League. Che dire? Per Montella è sempre tempo di Befana!

12. Allenatore2 Sinisa Mihajlovic, piede nobile di Serbia, terribile fromboliere su calcio di punizione, altro perdente di successo come è forse più di Montella. È stato esonerato dopo la sconfitta di Coppa di mercoledì con Juve. Famoso per aver affermato che il criminale serbo Mladic, condannato per genocidio era “un grande guerriero che combatte per il suo popolo”, del suo presente da allenatore si distingue per gli scatti d’Italia funesta contro arbitri e giornalisti e soprattutto per i proclami  all’insediamento su ogni nuova panchina e prima di grandi sconfitte.

Viene allontanato dopo un anno e mezzo lasciando il Toro al decimo posto in classifica con solo 5 vittorie, 10 pareggi e 4sconfitte in 19 partite. Un tempo si sarebbe detto, un catenacciaro che non riesce a far gioco neanche con le piccole.

Se poi alzi la voce e ti fai inutilmente espellere, allora Good night, Good bye.

Ps. Ha avuto la capacità di passare in 10 anni per 7 panchine. Senza mai lasciare traccia. Avanti tutta!

 

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