Dall’autoproduzione di energia elettrica per il funzionamento degli impianti a strumenti originali per lo spietramento dei terreni. “Sella & Mosca”, una storica azienda enologica ad Alghero che già da tempo applica il concetto di “transizione ecologica”.

Il Cannonau, il vino rosso dal sapore intenso. Il Torbato Rosé Brut, le bollicine isolane rosate. Il Monteoro, il vermentino originario della Gallura. Fare una passeggiata negli oltre 500 ettari di tenute di “Sella & Mosca”, azienda vinicola di Alghero, nel Nord-Ovest della Sardegna, significa immergersi tra natura, profumi e storia della seconda Isola più estesa d’Italia.

Sì, perché questo fazzoletto di terra non trasforma soltanto l’uva in bottiglie pregiate, ma è anche in prima linea nella tutela della biodiversità. Già dal 1899, “Sella & Mosca” aveva compreso l’importanza della ecosostenibilità, utilizzando attrezzature agricole a impatto quasi zero.

Quello che oggi si chiama transizione ecologica”, l’azienda vinicola sarda l’aveva intuito nei primi decenni del Novecento: dall’autoproduzione di energia elettrica per il funzionamento degli impianti, a strumenti originali per lo spietramento dei terreni, fino alla locomobile per sostituire i cavalli.

“Sella & Mosca” era stata lungimirante perfino nell’irrigazione dei campi, attraverso l’utilizzo di acque delle sorgenti presenti nella tenuta. Ed ecco perché oggi l’azienda vinicola organizza perfino visite guidate, così da avvicinare cittadini e turisti a una delle filiere più strategiche del nostro Paese.

 

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“Sella & Mosca”, una storia lunga 123 anni

La storia è passata per Alghero. Era il 1899 quando tre imprenditori piemontesi decisero di acquistare un piccolo terreno di 45 ettari nel Nord-Ovest della Sardegna. Il campo però doveva essere bonificato dai massi calcarei.

E così, passo dopo passo, gli industriali Vittorio ed Erminio Sella e l’avvocato Edgardo Mosca avevano riqualificato la campagna per gettare le fondamenta dell’azienda vinicola. Nel frattempo, i tre amici avevano continuato a comprare ulteriori lotti di terra, soprattutto nella regione dei Piani, fino a gestire oltre 500 ettari di tenuta. Il sogno dei tre imprenditori era diventato realtà.

Nel corso di ben 123 anni, “Sella & Mosca” ha avuto quattro gestioni: dai Bassetti ai Bonomi, da Campari a Terre Moretti, senza mai perdere di vista la saggezza dei padri fondatori. Già, perché questo progetto è ormai un vero e proprio borgo agricolo dotato perfino di chiesa e scuola elementare.

E, tra calici di Oscarì, di Tanca Farrà e di Marchese di Villamarina, le tenute hanno ospitato perfino la coltivazione del papavero da oppio per uso farmaceutico.

Qualche settimana fa, “Forbes“, la nota guida degli Stati Uniti d’America, ha riconosciuto 7 eccellenze della Sardegna, tra le quali proprio “Sella & Mosca” per la categoria dei migliori vini dell’anno. Un motivo di orgoglio in più per una delle Regioni più affascinanti del nostro Paese.

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