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Scuola, com’è andato il rientro in classe per gli studenti di tutta Italia

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Scuola. Rientro a scuola per 5,6 milioni di studenti (su 8,3 totali) in dodici Regioni più la provincia di Trento. La cerimonia ufficiale di inaugurazione del nuovo anno si è tenuta a Vo’, nel Padovano, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Se in alcune aree dell’Italia le scuole hanno già riaperto – come in Alto Adige e a Vo’ in Veneto che sono iniziate il 7 – altre Regioni hanno stabilito date diverse di rientro.

In Friuli Venezia Giulia gli studenti torneranno sui sbanchi di scuola il 16 settembre, in Sardegna il 22 settembre e in Puglia, Calabria, Abruzzo, Basilicata e Campania il 24 settembre.

“Questo sarà un anno complesso – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolinama abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte e quella di oggi sarà una bellissima giornata”.

Anche il premier Giuseppe Conte, in una diretta sulla sua pagina Facebook, ha riconosciuto che “ci saranno difficoltà, disagi, soprattutto all’inizio”.

Si tratta infatti di un inizio anno con tante incognite al quale vanno sommate delle carenze strutturali che ci trasciniamo da anni .

Proprio per le difficoltà che il mondo della scuola dovrà affrontare, il premier ha poi rivolto “un saluto agli insegnanti: avete fatto uno sforzo straordinario in questi mesi di lockdown continuando a fare lezione con la didattica a distanza. Ringrazio anche le famiglie che hanno fatto molti sacrifici. Grazie anche ai dirigenti e tutto il personale della scuola: in questi mesi estivi avete lavorato tantissimo per essere pronti per la riapertura. Saremo con tutti voi, saremo al vostro fianco e continueremo a esserlo nei prossimi giorni e mesi”.

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“Ripartire dalla scuola significa far ripartire tutto il nostro Paese – ha commentato il Presidente della Camera, Roberto Fico la scuola deve essere al centro dell’agenda politica. È dalla sua vitalità, dalla sua qualità che dipende il futuro del Paese. Solo in questo modo potremmo restituire all’istruzione scolastica il suo valore: quello di strumento indispensabile per la costruzione di una società migliore e più coesa”.

Le regole per il rientro a scuola:

  • Temperatura: La misurazione della temperatura va misurata ogni giorno a casa. Con la febbre sopra i 37,5 si deve rimanere a casa e chiamare il medico.
  • Mascherine: Il Comitato tecnico scientifico raccomanda l’uso di quelle chirurgiche, sono più sicure. Il Commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, fornirà 11 milioni al giorno per studenti e personale scolastico. La mascherina va indossata all’ingresso, in uscita e nelle situazioni di movimento; quando si è seduti se c’è un metro di distanza si può abbassarla.
  • In caso di studente o professore positivo: Sarà la Asl a decidere se andrà in quarantena tutta la classe oppure no. Un aiuto fondamentale sarà l’App Immuni: più studenti la utilizzeranno, più sarà facile circoscrivere i contatti per eventuali quarantene.
  • Ricreazione: L’intervallo si farà, bisogna rispettare le regole previste: indossare le mascherine ed evitare assembramenti.
  • Educazione fisica: resta l’ora di attività fisica ma si svolgerà rispettando il distanziamento di 2 metri e senza usare la mascherina. Se possibile, si utilizzeranno spazi all’aperto.

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Il Ministero dell’Istruzione intanto fornisce i dati sulla distribuzione degli studenti:

Gli studenti delle scuole statali saranno distribuiti in 369.048 classi.  Di questi, 876.232 sono iscritti alla Scuola dell’infanzia, 2.384.026 alla Primaria, 1.612.116 alla Secondaria di primo grado, 2.635.110 alla Secondaria di secondo grado.
Sempre nella scuola statale, gli studenti con disabilità aumentano dai 259.757 di un anno fa ai 268.671 di quest’anno.

Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell’infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado.

Nelle Secondarie di II grado statali, 1.327.443 i ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 830.860 un Istituto tecnico, 476.807 un Istituto professionale.

Didattica alternativa a Roma:

A Roma, tutte le classi dell’IC Visconti, tra primaria e infanzia, saranno coinvolti con la didattica sul territorio.

Oggi, il primo giorno di scuola per una delle classi si svolgerà tra il Pantheon, piazza della Minerva e una visita al Parco Archeologico del Colosseo.

“Iniziamo alla grande – racconta entusiasta una delle insegnanti coinvolte nel progetto – e
sfruttiamo un patrimonio culturale unico al mondo e spesso all’aria aperta”.

Studenti a casa un giorno alla settimana:

Oggi è andato tutto bene, anche grazie al lavoro preparatorio che abbiamo fatto durante l’estate” – dichiara all’AGI Monica Galloni, preside del liceo scientifico Augusto Righi di Roma.

L’istituto è frequentato da 1450 studenti, divisi in 57 classi, uno dei più popolosi della capitale.

“Oggi abbiamo differenziato l’ingresso delle prime con le altre classi – ha spiegato la preside Galloni – e siamo stati aiutato dai ragazzi più grandi che hanno fatto da accoglienza per i nuovi studenti. Abbiamo distribuito le mascherine e alle 10 e tre quarti sono uscite le prime e poi sono entrate tutte le altre classi”.

“Per garantire il distanziamento – ha aggiunto Galloni – abbiamo suddiviso le classi in gruppi, e saranno presenti a scuola per il 75% del tempo in un mese. In pratica una classe non sarà presente a scuola 5 giorni in un mese. Circa un giorno alla settimana che sarà dedicato a quelle attività che normalmente si fanno all’esterno come le visite ai musei”.

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Il ‘Metodo Cuba’:

Nel Plesso Alonzi dell’Istituto Comprensivo Padre Semeria, a Roma, verrà utilizzato il ‘metodo Cuba’.

I bambini delle elementari dovranno sedersi alternativamente sul lato lungo e sul lato corto del banco, perché non sono arrivati né quelli a rotelle né quelli singoli.

Per le mamme degli studenti però, non è la posizione più comoda per stare 5 o più ore seduti.

 

A Norcia gli studenti urlano ‘viva la scuola’:

Un ritorno a scuola all’insegna della gioia per gli studenti delle zone terremotate del Centro Italia che poco prima del suono della campanella hanno urlato “Viva la Scuola”.

Davanti ai cancelli del nuovo (e temporaneo) Istituto SuperioreDe Gasperi – Battaglia’, due studenti del 5/o anno – Martina Di Nicola e Valerio Allegrini –  hanno raccontato all’ANSA la loro gioia per il rientro in classe: non ne potevamo più di starcene a casa, gli ultimi sette mesi sono stati i più difficili. Vivere insieme il post sisma e l’emergenza Covid per noi giovani è stata dura, tanto dura che oggi non abbiamo alcun timore a urlare viva la scuola”.

“Non lo auguriamo a nessuno di vivere quello che abbiamo vissuto noi, oggi che possiamo ritrovarci tutti insieme è un giorno bellissimo” – dice Beatrice Serangeli.

A Norcia, la preside Rosella Tonti ha deciso di implementare la sicurezza e ha disposto che ogni mattina a tutti gli studenti, docenti e personale Ata venga misurata la febbre.

 

 

 

 

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