Scienza e Tecnologia

Scribit, arriva il robot che disegna sui muri opere d’arte VIDEO

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Si chiama Scribit ed è stato scelto dal settimanale Time nella lista delle 100 migliori invenzioni del 2019.  Il robot che dipinge sulle pareti è stato ideato dall’artista italiano Carlo Ratti.

Una parete verticale, una connessione internet e Scribit si mette subito al lavoro. Non si tratta di un semplice robot, Scribit è un vero e proprio artista: una ruota, mossa da due fili, con dentro quattro pennarelli di colori diversi a scelta. In pochi minuti sulle pareti di casa o degli uffici, sulle finestre o sulle lavagne, Scribit può riprodurre qualunque disegno o scritta partendo dalla sua copia digitale (da una foto a un’opera d’arte). Il prezzo del robot è di 500 euro.

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Il progetto è marchiato made in Italy ed è stato realizzato a Torino. L’autore è uno degli italiani più apprezzati del mondo nel campo dell’innovazione, Carlo Ratti, architetto e ingegnere, alla guida da anni di un importante laboratorio sul futuro del MIT di Boston. L’invenzione è stata inserita nel settimanale Time tra le 100 migliori invenzioni del 2019.

Il robot che disegna e cancella è molto più di una semplice installazione ed ha portato alla nascita di una startup finanziata su due grandi piattaforme di crowdfunding, Kickstarter e Indiegogo, dove chiunque poteva prenotare il suo robot. La campagna è stata un successo non solo per i finanziamenti ottenuti ma anche perché questa operazione ha consentito di capire se il prodotto poteva essere lanciato sul mercato e se potesse piacere al pubblico. 

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Secondo il suo ideatore, Scribit potrebbe diventare “una piattaforma per lo streaming dell’arte contemporanea, come Spotify lo è per la musica”. È nato così il progetto Script Originals che punta a produrre entro la fine del 2020 una trentina di opere d’arte originali di artisti, designer e intellettuali che ciascuno potrà scaricare online e chiedere a Scribit di riprodurre. I primi quattro sono già online e tra questi c’è un disegno di Olafur Eliasson e un tatuaggio di Mira Mariah per celebrare il ruolo delle donne nel mondo.

L’idea di Scribit, come spiega Ratti, nasce da un documentario di Werner Herzog , “La grotta dei sogni dimenticati” del 2010, che racconta e mostra i disegni di 32 mila anni fa trovati in una grotta della Francia meridionale.  Script è proprio questo, ribadisce l’artista, “il tentativo di rimettere al centro uno schermo, un muro, che usa i dati digitali per un’esperienza fisica che ricorda quel che provavano gli antichi quando creavano i primi graffiti nelle grotte”.

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