Scozia, “super” allevamenti di salmoni solo se ecosostenibili

Gli allevatori di salmoni scozzesi potranno creare “megafattorie” se accetteranno controlli più severi su parassiti e inquinamento marino. L’ Agenzia per la Protezione dell’Ambiente Scozzese (Sepa) ha dichiarato che toglierà le restrizioni sulle dimensioni degli allevamenti di salmone a patto che rispettino i nuovi e più selettivi standard riguardo l’inquinamento da agenti chimici, feci e rifiuti organici che vengono scaricati nei mari che circondano gli allevamenti stessi.

I Ministri Scozzesi hanno approvato anche limiti legali molto più severi sulla quantità dei parassiti marini consentiti sui pesci di allevamento, legge nata per contrastare il crescente problema dei pidocchi di mare, parassiti che mangiano vivi i pesci dall’interno e che stanno uccidendo i salmoni selvatici dell’Atlantico.

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La conseguenza di queste nuove misure è che questi nuovi allevamenti si sposteranno nelle acque più profonde, lontane dalle coste scozzesi, in parte anche per rimpiazzare le attività più piccole che saranno costrette a spostarsi o a chiudere a causa delle leggi più restrittive sull’inquinamento.

Al momento gli allevamenti hanno un tetto di 2500 pesci per sito. Questo limite non verrà più applicato ma attività più grandi saranno autorizzate solo se site in aree che sono “più remote,più in profondità e con maree più forti”.

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I mari aperti più profondi dovrebbero consentire ai rifiuti prodotti di disperdersi più velocemente, impendendo che si depositino sul fondale. Però è anche vero che i siti nei mari aperti sono molto più a rischio danni causati da tempeste e mareggiate.

Fergus Ewing, il Ministro degli Affari Rurali Scozzese, ha dichiarato che introdurrà una nuova legge il prossimo anno che obbligherà gli allevamenti a riferire del livello di parassiti ogni settimana e che questi dati vengano resi pubblici.

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La creazione di allevamenti più grandi ha trovato forte opposizione da parte dei pescatori che dicono che questi siti sono praticamente incubatrici per i pidocchi di mare di cui si nutrono sei salmoni selvatici atlantici. Per questo chiedono che non vengano creati altri allevamenti. Il numero di salmoni selvatici pescati l’anno scorso è sceso al livello più basso da 70 anni.

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L’industria scozzese dei salmoni di allevamento, al momento quasi del tutto posseduta da multinazionali norvegesi, vuole raddoppiare la produzione entro il 2030 fino ad arrivare a 400mila tonnellate l’anno. Vari comitati per l’ambiente hanno però ribattuto che questo obiettivo è “insostenibile e potrebbe causare danni irrecuperabili per l’ambiente“.

Mark Russell, il portavoce dei Verdi Scozzesi, ha richiesto un’urgente ispezione degli allevamenti esistenti per assicurarsi che rispettino i nuovi standard della Sepa, soprattutto per quanto riguarda la salute dei salmoni: “Abbiamo seriamente paura che il piano delle compagnie di raddoppiare la produzione annuale di salmoni causerà inutile sofferenza a milioni di pesci”.

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