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TERREMOTO ISCHIA, POLEMICHE E ASTEROIDI

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Di Antonio Creti

Paura, crolli, morti e feriti. Lo scenario dei terremoti italiani si ripete. La notte di Ischia, con i crolli, i 2 morti e la cinquantina di feriti di Casamicciola, riaprono le ferite ma sanate dell’Italia dei terremoti.

La prima: come può essere che una scossa  contenuta (4.00 scala Richter a 5 km di profondità) causi crolli così evidenti in una località altamente sismica, già martoriata negli anni da una infinita sequenza di scosse telluriche?

La seconda: come fa l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a prendere una topica del genere, sbagliando epicentro, profondità (dapprima 10 km) e intensità della scossa (3.6)?

Insomma, in che mani stiamo?

E quindi, cosa dobbiamo fare per imporre obbligatoriamente a tutti gli edifici costruiti sul territorio italiano questo Certificato Antisismico?

E cosa ancora deve attendere la politica per varare un piano organico di abbattimento delle case abusive in zone altamente antisismiche, per poi passare alle doppie abitazioni e concludere con il progressivo abbattimento di tutte le residenze non a norma?

Nella notte, l’anima candida di Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture e trasporti, si conquista il microfono e ci ricorda che è ora di partire con questo piano.

Francamente nella tragedia della notte ischitana, il sorriso sardonico ci avverte: e chi le ricorderà queste stesse parole a Del Rio tra qualche settimana?

Casamicciola nel 1883 fu devastata da un terremoto di 5.8 che fece 2300 morti. Quel terremoto ci è stato tramandato da Benedetto Croce che vi perse tutta la famiglia in vacanza sull’isola; altri terremoti di minore intensità hanno a più riprese devastato l’isola verde meta di turisti da tutto il mondo. Cosa dovrà ancora accadere per varare un piano edilizio straordinario su tutta l’isola?

Il punto di questo dramma italiano è che ancora non abbiamo capito che non esistono calamità naturali.

Le calamità nascono dalla imperizia, dalla ingordigia, dalla superficialità umana. Se costruisci sul greto di un fiume, prima o poi, un alluvione di spazzerà via.

Se costruisci senza accorgimenti in una zona fortemente sismica, una scossa prima o poi ti affosserà

Se vogliamo essere realisti l’unica vera calamità rimane nell’asteroide beffardo che prima o poi ci centrerà. Ne passerà uno il primo settembre. Il 3122 FLORENCE ha 4,4 km di diametro  e passerà a circa 7 milioni di chilometri dalla Terra, una distanza di circa 18 volte la distanza tra la Terra e la Luna.

Poco? Troppo?

Come per i terremoti, permane in tutti noi un sentimento di incredibile fatalismo, che ci perseguiterà fino all’ultimo devastante Bing-Bang

Come per Ischia, come per Amatrice, come per l’Aquila, Norcia, il Belice, il Friuli, l’Irpinia, Catania, Messina e Reggio Calabria, alzeremo lo sguardo in cielo. E al massimo pregheremo. In attesa di Delrio.

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