Una nuova barriera corallina è stata scoperta a Tahiti, nella Polinesia francese, da un gruppo di ricercatori dell’Unesco. Si tratta di una scoperta importantissima in un’epoca in cui le barriere coralline stanno scomparendo.

Una nuova, rigogliosissima, barriera corallina è stata scoperta da un gruppo di ricercatori al largo di Tahiti, nella Polinesia francese. Il team di scienziati dell’Unesco che ha confermato la scoperta ha parlato di un ecosistema brulicante di vita che si trova fra i 30 e i 70 metri di profondità.

Si tratta di un ritrovamento straordinario considerando che è la prima nuova barriera corallina completamente intatta e sana che si scopre negli ultimi decenni caratterizzati, al contrario, da ecosistemi corallini in continua sofferenza a causa delle temperature delle acque in continua crescita, dell’inquinamento e dell’acidificazione dei mari.

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Barriera corallina di Tahiti, la scoperta del team Unesco

A scoprire per prima la straordinaria barriera corallina al largo di Tahiti è stata – lo scorso novembre – la ricercatrice e subacquea Laetitia Hédouin mentre faceva una immersione ricreativa.

Successivamente, un team di scienziati del programma “Unesco per l’educazione, le scienze e la cultura” che era stato mandato sul posto per confermare la presenza della nuova barriera corallina, non solo ha constatato che in effetti l’ecosistema corallino era lì dove la ricercatrice lo aveva descritto ma anche che era in uno stato di salute straordinariamente ottimale, senza segni di sbiancamento né altri problemi dovuti alla presenza dell’Essere umano.

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Barriera corallina a Tahiti, il segreto è nella profondità

Probabilmente, dicono gli esperti, l’ecosistema che si estende per circa tre chilometri è riuscito a crescere così rigoglioso anche a causa della sua profondità.

Esso, infatti, si trova nella zona nota come mesofotica, solitamente oltre i trenta metri, dove c’è una bassa penetrazione della luce.

Per  lo scienziato marino Murray Roberts dell’Università di Edimburgo “poiché le acque di superficie si riscaldano più velocemente delle acque più profonde, in futuro potremmo scoprire che questi sistemi di barriere coralline più profonde saranno rifugi per i coralli. Dobbiamo uscire per mappare questi luoghi speciali, comprendere il loro ruolo ecologico e assicurarci di proteggerli per il futuro”.

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