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I ricercatori increduli: non si trattava di più piante, ma di un unico esemplare, con caratteristiche assolutamente anomale.

Una pianta capace di estendersi per circa 200 km². Sembra fantascienza, ma è quello che hanno scoperto alcuni ricercatori australiani che hanno analizzato una pianta acquatica molto comune, nota con il nome scientifico di Posidonia australis, presente nella costa occidentale del Paese. La sua origine risale da un singolo seme, generato da due diverse specie di piante acquatiche circa 4.500 anni fa.

I ricercatori erano convinti che la presenza di quella pianta in un’area così vasta fosse dovuta ad un gran numero di esemplari, ma studiando il patrimonio genetico di vari campioni prelevati a distanza di circa 180 chilometri hanno scoperto che si trattava di un’unica pianta. “La prima cosa che abbiamo pensato è stata: ‘Che diavolo sta succedendo?’. Eravamo piuttosto perplessi“, ha spiegato il dottor Martin Breed, dell’Università dell’Australia occidentale, riportato dal Guardian.

Il risultato delle analisi è stato spiazzante: la stessa pianta si era estesa utilizzando i rizomi, da un singolo seme questa particolare specie di posidonia ha raggiunto una superficie di circa 200 chilometri quadrati. Come un enorme prato subacqueo, la Posidonia australis è diventata l’habitat di numerose specie animali come tartarughe, delfini, dugonghi, granchi e vari pesci. I rizomi della pianta possono crescere fino a 35 centimetri all’anno e, calcolando questa velocità, i ricercatori hanno stabilito che per la pianta ci sono voluti almeno 4.500 anni per espandersi fino alla superficie attuale.

Lo studio dei ricercatori australiani è stato pubblicato su Proceedings of the Royal Society B. La pianta, nella sua vasta estensione, non appare omogenea: l’altezza dei suoi ‘nastri’ può variare da dieci centimetri a un metro, così come la loro concentrazione appare molto diversa. Della Posidonia australis, tuttavia, si sa ancora poco. E sono tanti i segreti sconosciuti ai ricercatori. Si sta cercando di capire come questa pianta sia in grado di adattarsi a punti del mare che differiscono molto per salinità e temperatura, e come sia riuscita a ‘ereditare’ il 100% del patrimonio genetico delle piante progenitrici. Un altro mistero riguarda l’incapacità di riprodursi a cui fa da contraltare una grande capacità di espansione e di adattamento.

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