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L’attivista Gianfranco Mascia inizia lo sciopero della fame contro i sussidi fossili

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Uno sciopero della fame contro i sussidi fossili. Lo scrittore ecologista Gianfranco Mascia ha annunciato su Facebook, rivolgendosi anche al ministro della Transizione ecologica, l’inizio del suo sciopero della fame.

“Oggi io inizierò uno sciopero della fame contro i sussidi ai fossili – spiega in un video Mascia – dal 27 marzo 2020, durante il primo lockdown e in occasione del digital strike dei Fridays For Future, ho iniziato la mia forma di protesta un poco singolare: non mi sarei tagliato la barba finché il Governo non avesse tagliato la quota dei sussidi ambientalmente dannosi riservata alle fonti fossili, quasi 19 miliardi di euro. Una barba che adesso é giá lunga 25 centimetri”.

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L’ecologista si rivolge poi al Ministro Cingolani: “La settimana scorsa lei, ministro Cingolani davanti alle Commissioni riunite Ambiente di Camera e Senato, ha affermato che, parole testuali, <se riduciamo o annulliamo i sad per i carburanti fossili questo potrebbe andare a compensare i costi del lavoro, ad esempio con vantaggi sul cuneo fiscale o nella dichiarazione dei redditi>. E ha rinnovato la promessa anche incontrando di recente una delegazione dei Fridays For Future italiani”.

“Ma, mi scuserá se le dico che questo – aggiunge Mascia – finché una norma non verrá scritta, potrebbe annoverarsi tra i bla bla bla dei politici che <parlano, parlano e poi non fanno niente> denunciati dall’accoppiata inimmaginabile Greta e Regina Elisabetta”.

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“Oggi è il mio primo giorno di sciopero della fame – ha concluso Mascia – ma, visto che qualsiasi scelta individuale diventa molto piú forte se resa collettiva, invito chiunque voglia aggiungersi, scegliendo le giornate che preferite nelle quali accompagnarmi nel mio sciopero della fame, facendolo anche voi”.

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