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Sciopero per il clima, quarto appuntamento con i Fridays For Future VIDEO/FOTO

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Fridays For Future, il movimento dei giovani per il clima ispirato da Greta Thunberg, venerdì 29 novembre è tornato nelle piazze italiane e nel mondo per il Global Strike for Climate. In Italia 300mila persone hanno partecipato al quarto sciopero globale per il clima.

Venerdì 29 novembre i giovanissimi studenti dei Fridays For Future sono tornati a riempire le strade delle principali città del mondo per la quarta volta in pochi mesi, dopo le proteste del 15 marzo, 24 maggio e 27 settembre.  

“Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. In tutta Italia 300 mila persone, il picco a Roma con 30mila persone, Milano con 25.000 persone, Torino e Napoli con 10.000 persone.

TUTTE LE FOTO della manifestazione a Roma

Clima, Fridays for Future Italia: “Non chiamatelo maltempo”. Tutti in piazza venerdì 29 novembre

L’ultimo venerdì di novembre è anche il Black Friday, un appuntamento tradizionale nei paesi anglosassoni e ormai importato anche in Europa, sconti incredibili per favorire lo shopping pre-natalizio. Con lo slogan “Block Friday”, il movimento coglie l’occasione per contestare un modello di consumo ritenuto esasperato e non sostenibile.

Fridays for Future ha deciso di tenere lo sciopero globale per il clima nel giorno del Black Friday “perché questo sistema non ci piace -, ha spiegato  in una conferenza stampa davanti a Montecitorio Marianna Panzarino di FFF Roma -. E’ esattamente il sistema che noi combattiamo: la produzione infinita di beni che probabilmente non acquisteremmo, se avessero un costo adeguato. Viene proposto un bene di consumo a un prezzo bassissimo, perché il modo in cui è stato prodotto quel bene consente quel prezzo, e ovviamente non è ecosostenibile”. “Vi scriviamo questa breve lettera come Fridays For Future Roma, convinti che gli obiettivi per i quali entrambi lottiamo siano complementari e anzi coincidano – si legge nell’appello -. Siamo certi che tanti di voi abbiano a cuore la situazione climatica, così come sappiamo che molti di noi stanno prendendo parte con entusiasmo alle vostre iniziative volte ad evidenziare l’emergenza democratica in corso nel paese. Questi scambi, queste commistioni sono il segnale più evidente che l’emergenza climatica non potrà essere affrontata e risolta senza prima affrontare l’emergenza democratica”.


“Bravi. La sfida climatica è la missione Uomo sulla Luna della nostra generazione. Deve essere la priorità assoluta di tutti i Paesi, dalla ricerca all’economia, dalla formazione alla politica. Per questo vogliamo sviluppo sostenibile in tutte le scuole”. Così il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha commentato su Facebook il successo dello sciopero globale del Clima.

 “Ai giovani che oggi sono in piazza per rivendicare il diritto di poter vivere in un mondo migliore, meno inquinato, dove sviluppo economico e rispetto dell’ambiente possano viaggiare di pari passo, dove le condizioni climatiche estreme non generino sempre più frequenti ‘migrazioni ambientali’, voglio dire che il loro grido d’allarme non è destinato a cadere nel vuoto. – commenta Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente – Siamo consapevoli che le loro proteste sono rivolte verso di noi, verso le scelte della politica nazionale e internazionale, ma il malcontento e l’indignazione delle nuove generazioni non possono che essere uno stimolo in più ad agire presto e bene anche in vista di due importanti appuntamenti internazionali in cui l’Italia sarà protagonista: la conferenza delle Parti aderenti alla convenzione di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino e delle regioni costiere del Mediterraneo, in programma a Napoli da lunedì prossimo, e la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP25), prevista a Madrid dal 2 al 13 dicembre”.

Il clima “non fa sconti, neanche nel giorno del Black Friday” afferma Legambiente osservando che “è ora il tempo dell’azione e del coraggio e la politica e i cittadini possono davvero fare la differenza: la prima attraverso politiche ambientali ambiziose e lungimiranti, i secondi attraverso uno stile di vita più sostenibile dicendo no all’esasperato consumismo”.

“E’ ora di dare delle risposte concrete ai tanti giovani che da mesi stanno scioperando in tutto il mondo per il clima – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Per questo oggi, chiediamo nuovamente al Governo italiano di definire strategie e politiche ambientali coraggiose a partire da una finanziaria green che preveda in primis lo stop alle fonti fossili e ai sussidi ambientalmente dannosi, l’accelerazione verso le rinnovabili, la rimodulazione della plastic tax e di ascoltare l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Parlamento europeo a intraprendere con urgenza le azioni concrete necessarie per contrastare e contenere questa minaccia prima che sia troppo tardi”. Legambiente sottolinea anche “l’urgenza per l’Italia di adottare un piano nazionale di adattamento ai mutamenti climatici e di definire, entro l’anno, un piano energia e clima ambizioso che renda possibile l’uscita graduale dal carbone”.

Il Parlamento Europeo dichiara ufficialmente l’emergenza climatica

“Tantissimi giovani sono tornati in piazza per il Global climate strike, per ribadire alla politica che la crisi climatica ha bisogno di azione immediata. E hanno ragione da vendere. Perché’ non c’è più tempo da perdere. Oltre ad essere necessario, rispondere alla sfida del clima ci permetterà anche di dare corpo a una nuova economia sostenibile, equa ed inclusiva, di risolvere allo stesso tempo le crisi ambientale, economica e sociale. Ma dobbiamo agire ora. È proprio quanto chiedo al governo con la mozione di maggioranza a mia prima firma per dichiarare l’Italia in emergenza climatica e affrontarla con misure adeguate che la prossima settimana andrà al voto alla Camera. L’atto impegna, tra l’altro, l’esecutivo a rafforzare il Piano energia e CLIMA per accelerare la transizione energetica cosi’ da ridurre le emissioni in tutti i settori, a tagliare gradualmente i sussidi dannosi per l’ambiente, a realizzare un piano nazionale di adattamento al climate-change e un programma di investimenti pubblici orientati alla sostenibilità che coinvolga i principali settori produttivi. Ai molti politici che negli ultimi mesi sono andati in piazza accanto ai giovani avevo gia’ proposto da tempo che rispondessimo ai ragazzi dei Fridays For Future approvando leggi importanti per l’ambiente. Dal contrasto al consumo di suolo allo stop ai sussidi alle fonti fossili, passando per una forma di carbon-tax e per la promozione della generazione energetica diffusa e rinnovabile. Temi prioritari su cui sono a disposizione del Parlamento diverse mie proposte. Ma intanto per dare un segnale forte e arrivare preparati alla COP25 di Madrid è importante approvare la mozione sull’emergenza climatica che ho presentato a Montecitorio”. Così Rossella Muroni, deputata LeU e prima firmataria della mozione di maggioranza per dichiarare l’Italia in emergenza climatica, sul quarto global climate strike. 

Anche il movimento antifascista delle “Sardine” ha aderito allo sciopero, coinvolti dai ragazzi di FFF, “convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e spesso coincidano”, come hanno spiegato in una lettera aperta.

Questa nuova protesta arriva dopo un’ondata straordinaria di fenomeni meteorologici estremi che sta continuando a colpire l’Italia. VeneziaMateraGallipoliFirenzeBolzano “sono solo alcune delle numerosissime città flagellate da quello che la maggior parte dei media si ostina a chiamare genericamente ‘maltempo’.

“Ma attribuire una serie di eventi di questa intensità e frequenza alla casualità, ai capricci del meteo, significa tacere che la causa a monte è invece chiara e definita. – precisa il movimento – Per affrontare un’emergenza, bisogna riconoscerla come emergenza. I dati sono semplici e chiari: la CO2 in atmosfera aumenta, la temperatura media globale sale, il livello del mare si alza e la frequenza di fenomeni atmosferici estremi cresce esponenzialmente. Le maree sono una costante, certo, ma se negli ultimi vent’anni l’acqua alta a Venezia ha superato i 140 centimetri più di 10 volte, ovvero più spesso di quanto non sia successo nei 128 anni precedenti, non riconoscervi un clima alterato è un omissis nel racconto della verità”. Non chiamatelo maltempo, siamo nel pieno di una vera e propria emergenza climatica.

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Il quarto sciopero globale per il clima avviene a pochi giorni dall’inizio a Madrid della Cop25, la Conferenza delle nazioni unite che da 25 anni discute annualmente le potenziali misure per affrontare a livello mondiale i cambiamenti climatici. La Cop si sarebbe dovuta svolgere in Cile (e la presidenza infatti rimane cilena), ma è stata spostata nella capitale spagnola per la straordinaria situazione di rivolta in corso nel paese sudamericano. Le prospettive di questa Cop sono tutt’altro che rosee, con il peso della definitiva uscita degli Stati Uniti di Trump dagli Accordi di Parigi del 2015. Allo stesso tempo, però, sarà la prima Cop a incontrarsi mentre nelle strade di tutto il mondo c’è un movimento per il clima dispiegato.

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In piazza il 29 novembre presenti anche gli attivisti del movimento Extinction Rebellion.

APPUNTAMENTI nelle piazza italiane:

In tutto il mondo i ragazzi scenderanno nelle piazze, un’ondata che non si è mai fermata quest’anno, una battaglia contro i cambiamenti climatici oggi necessaria più che mai.

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