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Sciopero per il clima, oltre 4 milioni in tutto il mondo.Greta Thunberg:”Grazie a tutti!” FOTO-VIDEO

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Più di quattro milioni di giovani e non hanno partecipato ieri allo Sciopero Globale per il clima, in oltre 163 nazioni. Dall’Australia agli Stati Uniti all’Europa, è iniziata la settimana più importante per la lotta all’emergenza climatica.

Quella che è iniziata ieri è forse la settimana decisiva per sapere il futuro del nostro pianeta. Il 23 settembre a New York ci sarà il summit mondiale delle Nazioni Unite sul clima, dove si decideranno le iniziative globali da intraprendere per contrastare in maniera efficace la crisi ambientale. Tutto questo mentre la Germania ha approvato, dopo 18 ore di riunione, il nuovo Piano per il Clima, e in Italia si discute ancora sulle coperture per il nuovo decreto legge sull’ambiente.

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Mentre il mondo decide, i giovani sono scesi in piazza per ricordare a tutti che la battaglia deve ancora cominciare. Ieri in tutto il mondo i giovani e non di Fridays For Future sono scesi in strada per manifestare e far sentire la loro voce.

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Si aspettava una partecipazione massiccia, e i risultati sono andati oltre le aspettative.

 

Più di 4 milioni di giovani hanno manifestato in oltre 160 città in tutto il mondo, dall’Australia, che grazie al fuso orario è stata la prima,al Giappone, dall’Europa al Sud America, dalla Russia agli Stati Uniti.

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E dagli Stati Uniti, dove ha partecipato alla manifestazione di New York, l’attivista svedese Greta Thunberg ha voluto ringraziare attraverso il suo profilo Facebook tutte le persone che hanno partecipato allo sciopero.

“Oltre 4 milioni partecipanti allo Sciopero per il Clima oggi. In 163 nazioni. E oltre… Grazie a tutti!! E se fate parte di quell’esiguo numero di persone che si sentono minacciate da noi, abbiamo delle brutte notizie per voi. Questo è solo l’inizio. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. #FridaysForFuture.


Le manifestazioni continueranno durante tutta la settimana con vari eventi in tutto il mondo, per poi concludersi venerdì prossimo con quello che potrebbe diventare il più grande sciopero della storia.

 

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