L’attivista ugandese Vanessa Nakate è stata ricevuto da Papa Francesco in vista dello sciopero generale per il clima previsto per il 25 marzo.

Vanessa Nakate, l’attivista per il clima di origine ugandese, è stata ricevuta da Papa Francesco, in vista dei preparativi per lo sciopero mondiale del 25 marzo.

L’attivista ha ricordato a Papa Francesco come l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente è legato strettamente ai valori spirituali della religione, cristiana o non.

“Abbiamo bisogno del sostegno dei leader spirituali,” ha detto la Nakate, “vogliamo proteggere il creato”.

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L’attivista africana è stata ricevuta insieme a una delegazione proveniente dall’Uganda. La giovane infatti oltre al clima porta avanti la battaglia per il sostegno e il rispetto dei popoli del Continente Nero.

 


Con lei, una delegazione di StopEACOP, l’organizzazione che si oppone alla realizzazione in Uganda dell’oleodotto East Africa Crude Oil Pipeline, un impianto per trasportare greggio lungo 1.443 chilometri, che, se completato, sarebbe il più lungo oleodotto riscaldato del mondo.

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“Questo incontro con papa Francesco è stato vitale – dice – perché gli attivisti, i difensori dell’ambiente e gli scienziati devono parlare a tutti i leader mondiali dei pericoli che la gente e il Pianeta stanno affrontando, da anni ormai. Avere il Papa che riconosce la nostra campagna StopEACOP conferisce ancora più autorità morale alle nostre richieste”.

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In pomeriggio la Nakate ripartirà per Kampala, in Uganda, dove guiderà lo sciopero globale per il clima.

Manifesteremo a Kampala come in tutte le altre piazze del mondo, ricevo moltissimi messaggi di giovani africani che mi chiedono consigli su come organizzare le attività”. spiega l’attivista.” È la dimostrazione che i giovani africani si stanno ribellando e che sempre più voci si stanno unendo al nostro movimento”

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