Scienza, dopo il Covid gli animali evitano gli incontri con l’uomo

Secondo uno studio pubblicato su “Nature”, i mammiferi, dopo il termine dei lockdown, hanno sviluppato abitudini sempre più crepuscolari pur di non interagire con l’Homo sapiens.

Che la pandemia di Covid-19 abbia stravolto la nostra vita quotidiana è cosa nota. Distanziamento sociale, mascherine e vaccini hanno scandito le lunghe giornate durante le misure di confinamento imposte dai governi nazionali tra il 2019 e il 2021. A essere stato modificato, però, anche il comportamento degli animali selvatici. Se negli habitat naturali più incontaminati i mammiferi hanno cominciato a evitare le persone, negli ecosistemi più antropizzati cervi, lupi e orsi, nonostante la presenza di scarti di cibo nei cassonetti, hanno sviluppato abitudini sempre più crepuscolari. I grandi carnivori, invece, sono sembrati essere i più sensibili ai cambiamenti delle attività umane. A questa conclusione è arrivato uno studio condotto da oltre 220 scienziati in 21 Paesi dopo avere analizzato la routine di 163 specie di mammiferi, attraverso 5.000 fototrappole nascoste in boschi e parchi dell’emisfero settentrionale del Globo. La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Nature” potrebbe aprire inesplorati scenari sulla nuova tendenza della fauna selvatica alla “notturnalità” pur di non interagire con l’Homo sapiens.