Scienza e Tecnologia

SCI, CDM. PODIO PER LA CAPITANA MOELGG. DELUDE LA VONN

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Di Carlotta Vanni. Sci. Soelden (Austria). Torna  la Coppa del Mondo di Sci con una avvincente gara di gigante che ha visto protagonista l’italiana Manuela Moelgg.

La trentacinquenne atleta delle Fiamme Gialle, chiude in testa una splendida prima manche, poi scivola al terzo posto dietro la tedesca Rebensburg e la francese Worley. Ma la giornata, segnata dal forte vento che ha costretto i giudici ad accorciare il tracciato di gara, è stata caratterizzata soprattutto dal rientro, dopo sette mesi dall’ultima gara ufficiale, della campionessa americana Linsdey Vonn.

La Vonn è la sciatrice che ha ottenuto il maggior numero di vittorie in Coppa del Mondo e nonostante il lungo stop non si era mai smesso di parlare di lei.

Tanto interesse anche perché la statunitense, tramite la Ussa (la Federsci americana) aveva chiesto ufficialmente alla Federazione Internazionale Sci (FIS) di gareggiare con gli uomini nella gara di discesa libera di Lake Louise (Canada).

Ovviamente la richiesta è per la stagione 2018/2019 e, verrebbe da dire, che è un bene per una Vonn apparsa decisamente fuori forma, contratta e molto distante dai suoi standard. Certo negli anni gli infortuni sono stati parecchi, ma le aspettative non solo dei suoi fans ma di tutti gli spettatori erano molte.

La campionessa americana ha davvero deluso. La Vonn, trentatre anni, che ha all’attivo 77 vittorie e 130 podi, non è riuscita a qualificarsi per la seconda manche, arrivando 34esima e a 3”31 centesimi dalla prima.  La brutta prova alimenta le critiche che fin dall’inizio hanno accompagnato la sfida della Vonn: “Credo si tratti di una triste operazione di marketing – ha attaccato il campione italiano Innerhofer-  non c’è ragione che gareggi con noi. E se davvero vuole gareggiare con gli uomini che venga a Kitzbuhel. Poi non è più nemmeno forte come qualche tempo fa. Vuole solo attrarre sponsor”.

Anche il direttore tecnico della nazionale austriaca Andreas Puelacher ci era andato giù pesante “Perché vuole correre solo su una determinata pista e non chiede di farlo in Val Gardena, a Beaver Creek o Kitzbuehel?“. Critiche che appaiono esagerate e ingenerose.

Il punto è: una richiesta del genere è legittima? E allora perché tutte queste polemiche e questo ostracismo nei confronti di una campionessa che non ha nulla da dover dimostrare a nessuno?

A distanza di 44 anni dalla partita di tennis che mise a confronto Bobby Riggs e Billie Jean King e che è diventata un film (La battaglia dei sessi, nei cinema dal 13 ottobre) pare proprio che sia rimasto quel profondo e radicato maschilismo anche nello sport.

Quella partita del 1973 divenne uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi. Un incontro giocato (e vinto) dalla King che dimostrò sul campo che le donne avevano il diritto di essere pagate quanto gli uomini.

Il guanto di sfida lanciato dalla Vonn potrebbe diventare un simbolo così come lo fu quella partita, superando, (chissà?)  i 90 milioni di spettatori che registrò quel match in tutto il mondo. E se anche Innerhofer avesse ragione e fosse un mero tentativo di attirare sponsor , che male farebbe allo sci?

Nel frattempo attendiamo che la Vonn ritrovi la sua forma migliore e che con i risultati convinca la FIS, e tutti gli scettici, a dare il via libera a quel che sarebbe l’evento sportivo dell’anno.

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