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Sarno, sequestrato impianto depurazione: sversava rifiuti illeciti liquidi nel fiume

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Sarno. A pochi giorni dal ritorno dell’inquinamento nel fiume Sarno, i Carabinieri forestali hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore, di un impianto di depurazione allo stabilimento industriale della Società La Doria spa a Sarno, nel salernitano.

All’indagine, coordinata dal procuratore Antonio Centore e dal pm Anna Chiara Fasano, oltre ai militari dell’Arma, hanno partecipato diversi tecnici ambientali, tra cui l’Agenzia regionale per protezione ambientale di Salerno e il Parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno.

Il gip Giovanni Pipola ha disposto il sequestro delle vasche situate a valle dell’impianto di depurazione del sito produttivo, vasche non indicate come aree di deposito temporaneo nell’atto di autorizzazione e nelle quali, secondo la tesi investigativa, sarebbero stati illecitamente depositati rifiuti liquidi e fanghi.

Con il provvedimento del giudice inoltre, è stato posto sotto sequestro anche l’impianto di osmosi e di filtrazione del sito produttivo da dove le acque, durante il ciclo industriale, sarebbero finite direttamente nel rio Foce, affluente del Sarno, senza un trattamento preventivo di depurazione.

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“Tolleranza zero per chi inquina il fiume Sarno. Siamo con il fiato sul collo dei responsabili di questi scempi e non abbiamo intenzione di fare sconti a nessuno” – ha commentato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

“Questo è un attacco al territorio – ha aggiunto il ministro – un’offesa ai cittadini e a tutti quegli imprenditori che con grandi sacrifici portano avanti le proprie aziende nel pieno rispetto delle regole e del territorio che li ospita”.

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“Negli ultimi mesi, e soprattutto con la fine del lockdown – ha concluso Costa – ho ricevuto tantissime segnalazioni, fotografie e denunce di cittadini. L’attenzione è alta, segno che la sensibilità ambientale è cambiata, c’è maggiore consapevolezza che il territorio in cui viviamo bisogna amarlo e rispettarlo, denunciando ogni scempio ai danni della natura. A questi cittadini e alle forze dell’ordine impegnate quotidianamente, va il mio personale ringraziamento”.

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Nel dettaglio, a seguito degli accertamenti condotti dal medesimo reparto Carabinieri ed ai quali hanno collaborato tecnici del Dipartimento Provinciale di Salerno dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania e tecnici dell’ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, il Sostituto Procuratore della Procura di Nocera Inferiore, dott.ssa Anna Chiara Fasano, titolare dell’indagine ed il Procuratore della Repubblica dott. Antonio Centore hanno richiesto l’emissione del provvedimento di sequestro accolta dal GIP dott. Giovanni Pipola del Tribunale di Nocera Inferiore.

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