Sardegna, ecco perché l’Isola è invasa dalle cavallette

Già oltre 30mila gli ettari di campi distrutti dalle locuste in Sardegna. L’entomologo Ignazio Floris: “Stiamo lavorando per evitare un’altra invasione di cavallette nel 2023”.

In Sardegna è emergenza cavallette per il terzo anno consecutivo. Già oltre 30mila gli ettari di campi distrutti dalle locuste. Tra le cause dell’invasione, ci sono il cambiamento climatico, l’abbandono delle zone rurali e la non coltivazione dei terreni.

Questo è un problema ricorrente, ciclico, che si manifesta a intervalli irregolari. In Sardegna, la storia dell’invasione di cavallette ha radici molto antiche. Non riguarda soltanto l’Isola, ma tutta l’area del Mediterraneo. È un fenomeno difficile da prevedere proprio per l’irregolarità degli intervalli in cui si manifestano queste “pullulazioni”, si chiamano così, di cavallette, che possono durare anche un numero variabile di anni“, dichiara a Teleambiente Ignazio Floris, professore alla Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari.

Secondo il docente, “i lunghi periodi di siccità precedono l’inizio dell’infestazione. E poi c’è da fare i conti con la biologia di questi insetti abbastanza particolari che passano da una fase solitaria a una fase gregaria. Questa caratteristica biologica è alla base della formazione degli sciami di cavallette“.

Ecco il piano scientifico per contrastare l’invasione di cavallette in Sardegna

Ignazio Floris, in collaborazione con Laore, Agenzia per l’attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale, coordina un piano scientifico di contrasto all’invasione di locuste. Tra gli obiettivi, ci sono la distruzione delle uova di cavallette deposte nel terreno proprio in queste settimane e, in primavera, l’eliminazione degli insetti appena nati incapaci di volare.

Questi sono i due momenti fondamentali. A partire da fine maggio, compaiono, invece, le forme alate. Questa è la fase più complicata di gestione del problema, perché le cavallette si spostano, volando, alla ricerca di cibo“, spiega il professore.

Ed ecco perché, soprattutto negli ultimi tre anni, è stato difficile contenere i focolai.

Per il 2023 già ci stiamo preparando a chiedere le deroghe per l’uso di prodotti alternativi di tipo biologico al controllo delle cavallette. Ma non solo. Stiamo verificando l’azione di un antagonista naturale delle locuste per potenziarne la presenza negli ambienti interessati e stiamo cercando di organizzare un’azione congiunta con le Associazioni degli agricoltori, così da mappare le aree più a rischio e agire preventivamente sullo sviluppo dell’infestazione“, sottolinea l’entomologo dell’Università di Sassari.

Invasione di cavallette in Sardegna, un nuovo 1946?

Gli agricoltori sardi definiscono l’invasione di cavallette del 2022 una “calamità biblica”, paragonabile allo storico fenomeno del 1946. Ma per il professore il problema di oggi è completamente diverso rispetto a quello di 76 anni fa.

Nel 1946, ci furono 2/3 della superficie dell’Isola invasa dalle cavallette: un milione e mezzo di ettari. Un contesto molto diverso dall’attuale: all’epoca si registrò anche un importante abbandono dei terreni a causa della Seconda Guerra Mondiale. Ma da allora sono state introdotte innovazioni nel mondo agricolo“, spiega il docente.

Che poi conclude: “Di certo, chi subisce questo fenomeno, anche in aree ristrette, come nella piana di Ottana, vive una condizione simile a quella del 1946. Il dramma è lo stesso, ma non ha le dimensioni di metà Novecento. Assistendo a una situazione di cambiamento climatico in atto, a una crisi di spopolamento e abbandono di terreni, soprattutto nelle aree interne della Sardegna, verranno a crearsi, nei prossimi decenni, condizioni sempre più favorevoli allo sviluppo di questo tipo di infestazioni. Proprio per questo dobbiamo mettere in atto delle strategie per monitorare e prevenire l’invasione di locuste“.

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