Genova. Finisce 1-1 a Marassi il recupero tra Samp e Roma. Vantaggio blucerchiato con Quagliarella al 47′ su calcio di rigore, nella ripresa al 92′ il gol di testa del (partente?) Dzeko permette alla Roma di agguantare il pareggio.

Adesso il punto è: ma come farà il duo supermarket Pallotta-Monchi a vendere l’unico giocatore che la mette dentro e che riesce a salvare la squadra da un’altra disastrosa sconfitta?

A fine gara Di Francesco se la prende con l’arbitro Orsato reo di non aver consultato la VAR sull’azione del rigore di Quagliarella, per fallo iniziale su Strootman.

Il che vorrebbe dire che non si giocherebbe più se per ogni fallo dubbio ci si fermasse al giudizio della Var.

Solite litanie romane, quindi. Anche Di Francesco con Inzaghi, sulla sponda laziale, non ha in mente i presupposti dell’autocritica. E quindi a ogni sconfitta o risultato inadeguato è sempre colpa di arbitri e di Var

In campo una solita Roma, senza idee, senza gioco, ma con tanta voglia dei singoli dotati anche di numeri superiori a quelli della Samp che per altro, con Quagliarella, Zapata e poi con Caprari avrebbero potuto chiudere più volte la partita, salvata in un paio di occasioni da un fenomenale Alisson.

Poi Di Francesco butta tutti nella mischia. A dieci minuti dalla fine nel pieno della disperazione e senza idee se non quelle classiche di tentare il tutto per tutto il geniale Di Francesco toglieva quelle gran pippe di Defrel e Under, entravano Gerson, Schick e il diciottenne Antonucci che a differenza dei due azzeccava un cross al bacio per la testa di Dzeko che si coordinava alla perfezione e insaccava al 92°

 

 

 

 

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