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SALVINI DICE NO A LARGHE INTESE O INCIUCI, MA APRE AL M5S SU PRESIDENZA CAMERE

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Salvini dice no a larghe intese o inciuci, ma apre al M5S su presidenza Camere. “Nessun inciucio o disponibilità a scendere a patti” per la formazione di un governo.

È il messaggio che il leader della Lega Matteo Salvini lancia ai suoi interlocutori, chiudendo così all’ipotesi che il suo partito possa essere protagonista di un esecutivo diverso da quello del centrodestra unito.

Niente larghe intese o passi di lato per favorire accordi su un nome diverso alla presidenza del Consiglio.

Un centrodestra, targato Lega, ha anche già ricevuto l’endorsement di Marine Le Pen che, nel corso del congresso del suo partito ha rivolto il primo saluto proprio al leader della Lega: “Matteo approfitto per salutarti e farti i complimenti” di tutto il partito.

Ma i riflettori ora sono tutti puntati sulla direzione del Partito Democratico, perchè in base a cosa decideranno i dem si capirà se ci possono essere spiragli per una trattativa.

Ma il leader del Carroccio, se da una parte chiude ad un governo di larghe intese, dall’altra strizza l’occhio al MoVimento 5 Stelle per sciogliere i nodi sulle presidenze delle Camere:  “Ci sono due forze che hanno vinto le elezioni non è difficile capire con chi si ragionerà” – dice.

La rosa dei nomi vede Roberto Calderoli (della Lega) Paolo Romani (di Fi) e Danilo Toninelli (del M5S) per il Senato.

Giancarlo Giorgetti (Lega) e quelli per ora ex aequo di Roberto Fico ed Emilio Carelli (M5S) per la Camera.

Quasi impossibile l’ipotesi che la presidenza della Camera possa andare un esponente di Forza Italia così come quella che vedrebbe i due leader, Salvini e Di Maio, eletti presidenti dei due rami del Parlamento.

A Palazzo Madama invece, l’azzurro Paolo Romani raccoglie invece un consenso più trasversale (ben visto anche dai Dem), ma la sua elezione deve avvenire con il sostegno di tutta la coalizione, sia perché gli azzurri non hanno intenzione di ‘rompere’ con il resto della coalizione prima delle consultazioni, sia perché senza accordo un nome che viene dalle file di Fi non avrebbe chance.

Alla presidenza del Senato punta anche Roberto Calderoli: se la Lega dovesse siglare un’intesa con i pentastellati non avrebbe problemi ad essere eletto.

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