Politica

SALVINI APRE A DI MAIO: “CHIEDO INCONTRO, NO A NUOVI VERTICI”

Condividi

Salvini apre a Di Maio: “chiedo incontro, no a nuovi vertici centrodestra”. Sembra essere ancora molto profondo il divario tra gli schieramenti politici in vista del nuovo giro di consultazioni al Quirinale.

Ieri il vertice ad Arcore.

Il centrodestra di presenterà unito al Colle, ma Salvini fa sapere di non disponibile a ricevere un incarico senza essere certo di avere una maggioranza in Parlamento (come vorrebbero Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni): “andremo dal presidente della Repubblica e diremo ‘siamo pronti‘, c’e’ un programma sul quale chiediamo i numeri che ci mancano – spiega Salvini – se ci sono questi numeri, io parto e non vedo l’ora. Se non ci sono, se c’è chi vuole tirare a campare, perdere tempo, e se c’è chi pensa solo alla poltrona, torniamo agli italiani”.

Ma il leader del Carroccio tiene sempre aperta la porta al MoVimento: “i cinquestelle la smettano di mettersi al centro del mondo. Se Di Maio vuole rispettare il voto degli italiani, l’unico dialogo possibile è Lega-5 stelle”.

Salvini infatti, si dice “fiducioso in un governo con M5s” e conferma l’incontro con Luigi Di Maio:

“A Di Maio – dice – chiederò un incontro volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare. Gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto“.

Domenica di lavoro anche per il MoVimento 5 Stelle, che ha visto riunirsi Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio.

“La Lega ha promesso il cambiamento, ma preferisce tenersi stretto Berlusconi e condannarsi all’irrilevanza” – dice Luigi Di Maio – da noi la grande ammucchiata non avrà un solo voto” – assicura.

Ad invitare al “dialogo fra partiti” è il neo presidente della Camera Roberto Fico: “i gruppi parlamentari secondo me devono dialogare fino in fondo per cercare di risolvere i problemi che affliggono il paese: lotta alla povertà ma anche lotta alla corruzione o annullare gli incidenti sul lavoro con misure e controlli molto più adeguati. Io auspico che i gruppi parlamentari dialoghino per fare un governo che risolva questi problemi“.

“Vedo che la schiera di coloro che, in vario modo, ritengono che il Pd debba aprire una discussione con il Movimento 5 Stelle sul contratto di governo si va allargando ” – scrive su facebook, facendo il punto della situazione politica, Roberto Giachetti.

“Ho ragione di credere – riprende il deputato Pd – che da qui all’assemblea nazionale del 21 aprile il gruppo si allargherà. E penso che alla fine questo dibattito possa davvero essere utile se lì, nel momento più sovrano delle nostre decisioni, questa posizione troverà un’assunzione di responsabilità politica chiara e diretta. Ci aiuterebbe a porre fine ad infiniti tatticismi e ad improprie discussioni, peraltro con toni e volgarità tra di noi davvero risparmiabili”.

“Il Pd non deve temere l’incontro con M5s ma prima Di Maio chiuda alla Lega” – afferma invece dalle pagine de La Repubblica, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

“Non ho mai avuto paura del dialogo, ma la decisione compete a Martina – spiega il guardasigilli – il Pd non deve avere timore degli incontri. Nella chiarezza, ovvio. Di Maio però dovrebbe prima scoprire le carte davanti al Paese se vuole trasformare il risultato elettorale in una proposta che abbia un minimo di credibilità“.

Per Orlando, quella del MoVimento 5 Stelle è un’apertura “strumentale” ma acquisirebbe “una diversa serietà se il leader grillino esplicitasse il merito del contratto e soprattutto chiudesse a un’alleanza con la Lega”.

“Il dialogo – ha aggiunto – serve comunque. Resto convinto che la linea indicata dalla direzione sia quella giusta. Ma i 5 stelle devono esercitare un ruolo a prescindere da ciò che facciamo noi. Di Maio parla sempre di modello tedesco. La Merkel, nei negoziati, è partita dal programma della Cdu che era un programma di governo che teneva conto delle compatibilità. Di Maio parte da una serie di slogan“.

E sul muro di Renzi, “non servono muri. L’esito più probabile è l’opposizione. Ma come dice Walter Tocci si può fare l’opposizione ma non deve passare il messaggio che corrisponda alla nullafacenza e su che fare si deve discutere”.

(Visited 57 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago