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Baiardo: “Messina Denaro non ne ha per molto. Ho visto l’agenda rossa di Borsellino”

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Rivelazioni sconcertanti, quelle dell’ex affiliato di mafia che aveva già anticipato l’arresto del boss.

Matteo Messina Denaro non ne ha per molto, altrimenti non sarebbe stato preso“. A rivelarlo, a Non è l’Arena su La7, è Salvatore Baiardo. Lo stesso ex affiliato di mafia che, nello scorso novembre, aveva ‘predetto’ l’arresto del boss. Molto vicino alla famiglia Graviano, Baiardo fu coinvolto negli omicidi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, diventando però ben presto un testimone importante nelle indagini per mafia.

Baiardo e l’arresto di Messina Denaro

Già due mesi fa, Baiardo aveva spiegato: “Matteo Messina Denaro potrebbe essere preso a breve, sarebbe un regalino al nuovo Governo“. E nuovamente ospite della trasmissione di Massimo Giletti, ieri ha spiegato: “Da chi l’ho saputo? Non posso dirlo in televisione. Sono 1022 le persone con l’ergastolo ostativo, la cattura di Messina Denaro non può far comodo solo ai Graviano“.

Baiardo: “Non è tutto finito, troppa credibilità ai pentiti”

E ancora: “Sappiamo bene che non è tutto finito, con l’arresto di Messina Denaro è finita solo quel tipo di epoca. Stiamo dando troppa credibilità ai pentiti. Trovatemi un pentito che lo abbia fatto da uomo libero, sono diventati tutti pentiti per evitare la galera. Io non sono un pentito, non l’ho mai fatto. Ho fatto 12 querele contro chi mi chiamava pentito“.

 

Baiardo a Giletti: “Lei rischia e non solo a livello di mafia”

Giuseppe Graviano non era, come dicono i pentiti, sul posto nel momento dell’attentato a Paolo Borsellino. Ci sono documentazioni che prima ci sono e poi spariscono. I Graviano hanno 10-15 ergastoli, ma non c’entrano con quell’attentato. Hanno staccato la spina da Palermo” – spiega Salvatore Baiardo – “Giletti, lei fa dell’ottimo giornalismo e non lo dico per ruffianeria. Lei sta rischiando parecchio, a 360°, non solo a livello di mafia“.

Baiardo: “Ho visto copie dell’agenda rossa”

L’agenda rossa di Paolo Borsellino andò perduta nell’attentato, ma ho visto delle copie passate di mano nel ’92-’93. Ho visto fogli che la riproducevano” – ha poi aggiunto Salvatore Baiardo – “Graviano non era lì, ha 12 ergastoli e non devo difenderlo per fargliene togliere uno“.

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