Salvare gli ulivi per combattere il cambiamento climatico, l’idea di una startup toscana

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Il fondatore a TeleAmbiente: “L’idea mi è venuta quando ho scoperto che c’erano 4 milioni di ulivi abbandonati in tutta la Toscana. Così ho deciso di salvarli”.

Salvare gli ulivi abbandonati facendoli adottare con lo scopo di recuperare i terreni destinati all’incuria e combattere il cambiamento climatico. È l’obiettivo ambizioso dell’azienda toscana Ager Oliva.

L’azienda pistoiese, ideata da Tommaso Dami, riporta in vita gli ulivi grazie a contributi di circa 50 euro di chi decide di adottare una pianta. In questo modo si potrà scegliere la zona, dare un nome all’albero e fare la propria parte per combattere il cambiamento climatico.

“L’idea – spiega il fondatore a TeleAmbiente – mi è venuta da una mia grande passione per l’olivicoltura fin da bambino e da un problema di cui sono a conoscenza nel 2015. Cioè l’esistenza di 4 milioni di ulivi abbandonati in Toscana. Da lì l’idea di farli adottare a distanza a privati ed aziende tramite la nostra piattaforma. Ognuno può scegliere la zona in cui adottare l’ulivo, il numero di ulivi che vuole e scegliersi anche i singoli ulivi”.

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Secondo uno studio del Cnr con l’università di Palermo,  un ulivo secolare è in grado di assorbire 40-50 chili di CO2 all’anno.  

E dunque, gli oltre 4 milioni di ulivi toscani contribuiscono ad un assorbimento di anidride carbonica pari a 200 milioni di chili C02. Ecco dunque l’importanza collettiva del lavoro della startup.

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Adottare un ulivo per salvare il pianeta, un’idea regalo per Natale

“Noi – spiega a TeleAmbiente Tommaso Dami – siamo una startup agricola, e siamo noi, in prima persona, che ci occupiamo del recupero delle piante, del territorio e della salvaguardia di questo patrimonio agricolo. Noi abbiamo un team di agronomi e esperti professionisti che dal momento in cui le piante vengono adottate si prendono cura di tutto: dal terreno alle foglie, fino ad arrivare ovviamente alla pianta stessa. La pianta viene potata secondo la tecnica del vaso policonico e le foglie vengono curate con prodotti fitosanitari interamente biologici”.

Dunque il team di Ager Oliva si prende cura di tutti gli alberi adottati grazie alle sottoscrizioni online. “Con un semplice click e un contributo annuale – spiega Dami – si può adottare un ulivo abbandonato, ricevere la foto della pianta, la posizione e un certificato di adozione con il proprio nome o anche un certificato di regalo. Infatti l’adozione di un ulivo toscano è un’ottima idea regalo, un’idea eco-sostenibile che contribuisce a recuperare il territorio abbandonato e a combattere il rischio idrogeologico e salvaguardare la biodiversità”. 

Sebbene la startup abbia meno di un anno di vita, le cose stanno andando abbastanza bene. “Siamo sul mercato dal primo di marzo – spiega il fondatore – e ad oggi abbiamo ampiamente superato le 1000 adozioni grazie ai contributi di privati da tutt’Italia e non solo. Perché siamo presenti anche in altri 10 paesi al di fuori dell’Italia. E grazie anche a importanti aziende che ci hanno sostenuti già nel primo anno di vita della Startup”. 

Legambiente Pistoia: “Finalmente atti concreti per salvare queste piante secolari”

 

“È nei momenti più difficili che si vede l’estro italiano, pistoiese in questo caso”, afferma il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi. “Ho da poco scoperto – aggiunge – che nel mezzo di una pandemia e dopo essere usciti dal lockdown a un concittadino pistoiese è venuto in mente di dare a tutti la possibilità di adottare ulivi abbandonati in Toscana per salvaguardare la biodiversità e recuperare territorio abbandonato. Penso che sia un bellissimo progetto ambientale e sociale oltre che un’ottima idea regalo ecosostenibile per tutti. Il territorio e il paesaggio riguardano tutti noi”.

Legambiente Pistoia, tramite il suo presidente Antonio Sessa, sottolinea che “finalmente vediamo atti concreti per il recupero e la cura di queste piante secolari abbandonate. Evitando la morte degli ulivi, la Toscana può contribuire alla salvaguardia del pianeta perché un uliveto ha una capacità di assorbimento della CO2 superiore a quella di un bosco”. 

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