La presidente di Marevivo Rosalba Giugni a TeleAmbiente: “La forza della legge salvamare è che prevede cose concrete e immediate”. E sulla Cop26: “A Glasgow il mare è un grande assente”. 

“Noi ci auguriamo che la legge Salvamare sia un regalo di Natale per il mare. Vorremo dunque che prima della fine dell’anno questa legge diventi finalmente una legge dello Stato”. A dirlo a TeleAmbiente è la presidente dell’associazione Marevivo Rosalba Giugni.

 L’ok da parte del Senato con 220 voti favorevoli, nessun contrario e 15 astensioni del disegno di legge denominato Salvamare è una buona notizia per la salute dei mari del nostro Paese ma sarà necessario un nuovo passaggio alla Camera dove il provvedimento era già stato approvato nell’ottobre del 2019.

Rispetto al testo passato a Montecitorio, i senatori hanno apportato alcune modifiche per cui è ora richiesto un ulteriore passaggio parlamentare per l’approvazione definitiva.

“Noi siamo soddisfatti della legge appena approvata – spiega la presidente Giugni – perché è una legge sulla quale in qualche modo abbiamo lavorato tanto anche noi, e anche gli ultimi emendamenti sono stati alla fine inseriti. Certo, non c’è mai la legge perfetta, si può sempre migliorare però il fatto che 220 senatori l’hanno approvata e soltanto 15 si sono astenuti vuol dire che è una legge condivisa”. 


Ora però è necessario che lo stesso testo venga approvato anche alla Camera. Se non verranno proposti nuovi emendamenti per la modifica del testo, i tempi per l’approvazione definitiva potrebbero essere brevi. Ma per farlo è necessaria una volontà politica bipartisan. “Per questo – spiega a TeleAmbiente Giugni – è importante ora attivarsi con un lavoro di convincimento e di sensibilizzazione dei deputati. Arrivarci entro Natale sarebbe un gran bel regalo per il mare e per noi”. 

Legge Salvamare, i pescatori potranno portare a terra i rifiuti pescati per sbaglio

Tra le novità più importanti che sarebbero introdotte nel sistema normativo italiano con l’approvazione definitiva della legge, l’obbligo per i pescatori che raccolgono per errore nelle loro reti i rifiuti del mare, di riportarli a terra così da essere smaltiti nel modo migliore. “Oggi questa possibilità non c’è – spiega la presidente di Marevivo – anzi, chi lo fa rischia di essere accusato di trasporto illegale di rifiuti”. 

Il nuovo impianto normativo prevede che il comandante della nave o il conducente del natante che approda in un piccolo porto non commerciale, in cui il traffico di imbarcazioni è solo occasionale e sporadico, debba conferire i cosiddetti Rap (“rifiuti accidentalmente pescati”) presso gli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema di gestione dei rifiuti comunale.


Quello di raccogliere i rifiuti accidentalmente pescati oggi è un divieto e domani sarà un obbligo ma sarà difficile controllare che questo avvenga. Per questo il disegno di legge prevede un premio – non in denaro – nei confronti dei comandanti dei pescherecci che più degli altri rispettano gli obblighi di conferimento.

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“La forza di questa legge – spiega a TeleAmbiente Rosalba Giugniè che essa prevede cose concrete ed immediate”. Tra questa la possibilità di creare sbarramenti lungo i fiumi che possano raccogliere i rifiuti prima che arrivino in mare, dove poi sarebbe assai più complesso raccoglierli.

E poi – continua Giugni – c’è la questione delle microfibre. Questa legge impone l’etichettatura dei tessuti che contengono queste particelle non biodegradabili, invisibili, che attraverso il lavaggio vengono portate nelle tubature e quindi nei fiumi e nei mari. Così vengono mangiate dai pesci”. E infine, quando gli esseri umani mangiano pesci, di fatto ingeriscono anche queste micro particelle invisibile assai dannose per l’organismo.

Giugni: “I mari regolano il clima del mondo ma a Glasgow non se ne parla”

“Il mare gioca un ruolo da protagonista nei cambiamenti climatici. Questo lo sappiamo ma sembra che sfugge a tantissima gente e questo ci preoccupa”, spiega Giugni. “Speravamo che Glasgow mettesse al centro il mare ma non l’ha fatto”. 

Il riferimento della presidente di Marevivo è alla Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in corso nella città scozzese di Glasgow, ormai giunta quasi in dirittura d’arrivo. Né nelle bozze di documento finale fino a questo momento pubblicate, né nei tanti panel che nelle scorse settimane sono state organizzati, il mare ha avuto un ruolo da protagonista.


“Eppure – spiega Giugni – il mare produce più del 50 percento di ossigeno, quindi un respiro su due lo dobbiamo al mare, assorbe un terzo dell’anidride carbonica ed è un grande regolatore del clima, con le sue correnti e le maree”. 

“Io credo – conclude la presidente Giugni – che se non cambiamo la nostra visione del mare, e quindi non considerarlo più come il posto in cui andiamo a prelevare la vita e a buttare la morte, per la specie umana non ci sarà molto spazio per continuare a vivere su questo pianeta”. 

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