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Salute, per l’OMS “Nessun paese fa il necessario per proteggere il futuro dei bambini”

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Secondo un report dell’OMS nessuno Stato è in grado di soddisfare allo stesso modo sia gli standard sulle emissioni che quelli sulla crescita dei bambini, mettendo a rischio il futuro dei più piccoli.

Nessuna nazione sulla Terra sta facendo il necessario per proteggere la salute ed il futuro dei bambini di tutto il mondo. E’ questo il risultato di un report pubblicato da The Lancet Tuesday e prodotto da 40 esperti riuniti da The Lancet, l’UNICEF e l’OMS. Secondo lo studio i bambini di tutto il mondo sono minacciati dalla crisi ecologica e climatica e dalla vendita di prodotti come i cibi processati, gli alcolici e il tabacco.

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Ogni bambino è minacciato dai cambiamenti climatici e dalle pressioni commerciali” ha commentato l’ex Primo Ministro della Nuova Zelanda Helen Clark.
Il report ha selezionato 180 paesi del globo, basandosi su come i bambini vengono cresciuti, alimentati, educati e curati e sulla sostenibilità, ottenuta prendendo in considerazione l’effetto serra e l’uguaglianza economica. Si è scoperto che mentre i paesi meno sviluppati hanno difficoltà a prendersi cura della salute dei minori, nei paesi più ricchi il futuro dei bambini è minacciato dalle emissioni dei gas ad effetto serra e dalle pubblicità.

Ad esempio, quando si tratta della crescita dei bambini, i risultati migliori sono stati ottenuti in Norvegia, Corea del Sud e Olanda mentre Chad, Somalia, Niger, Mali e la Repubblica Centraficana hanno ottenuto i risultati peggiori. Quando però si prendono in considerazione il livello di emissioni di CO2, la Norvegia scende al 156° posto, la Corea del Sud al 166° e l’Olanda al 160°. Gli Stati Uniti sono tra i primi 10 produttori di emissioni al mondo, il che li mette al 173° posto per la sostenibilità. Secondo il report solo Albania, Armenia, Giordania, Moldavia, Grenada, Sri Lanka, Tunisia, Uruguay e Vietnam sono sul percorso per raggiungere il livello di emissioni previsto per il 2030 e sono nelle prime 70 posizioni per quanto riguarda la crescita dei bambini.

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I cambiamenti climatici minacciano il futuro dei nostri bambini quindi dobbiamo fermare le emissioni il prima possibile” ha spiegato Anthony Costello dell’University College di Londrai nostri nuovi dati dimostrano come nessun paese stia facendo abbastanza nello sviluppo dei bambini e nelle emissioni”.
Gli autori del report sostengono che se le emissioni dovessero portare ad un aumento di 4°C entro il 2100 le conseguenze potrebbero essere gravi per la salute dei bambini a causa dell’aumento del livello dei mari, delle ondate di calore e della diffusione di malattie come la malaria. Il report prende nota anche delle conseguenze delle pubblicità; in alcuni paesi i bambini vedono più di 30,000 pubblicità ogni anno tra cui quelle per l’alcool, gli alimenti e le bevande zuccherate.


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La nuova minaccia in questo settore è la sigaretta elettronica. Il numero di bambini negli Stati Uniti che hanno visto pubblicità legate alle sigarette elettroniche è cresciuto del 250% negli ultimi due anni. Un altro problema è la diffusione di queste pubblicità sui social media: “Abbiamo pochi dati in grado di dimostrare l’impatto delle pubblicità sui social media e dell’impatto dell’algoritmo sui bambini”. In risposta alle scoperte la commissione ha fatto appello per “una nuova era per la salute dei bambini e degli adolescenti”, che dovrà basarsi su 5 punti:

  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • I bambini al centro degli sforzi per uno sviluppo sostenibile
  • Nuove politiche ed investimenti in tutti i settori che coprono la salute e i diritti dei minori
  • Il coinvolgimento della voce dei bambini nelle decisioni politiche
  • Una nuova regolamentazione del marketing dei prodotti commerciali supportata da un nuovo protocollo della Convezione ONU sui diritti dei bambini
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