La genetica è in grado anche di influenzare il livello di gravità di infezione da Covid 19 da lieve, moderato a grave. Ecco cosa ha scoperto un nuovo studio.

Anche i nostri geni determinano il decorso dell’infezione, influenzando la capacità del nostro sistema immunitario di contrastare il virus.

Negli ultimi due anni sono state svolte delle ricerche per identificare le varianti geniche che possono proteggere dalla malattia, capire in che modo riescono. E questo è fondamentale per sviluppare nuovi farmaci.

Vaccino Covid, l’Ema boccia la quarta dose: “Sbagliata dopo 3-4 mesi”

Un nuovo studio guidato dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma ha trovato una variante genica che diminuisce del 20% il rischio di sviluppare una forma grave di Covid 19, situata in una porzione del genoma che noi europei abbiamo ereditato dall’uomo di Neanderthal.

Ricerche precedenti avevano rivelato l’esistenza di una particolare area del cromosoma 12 associata al rischio di sviluppare forme severe di Covid ma non era chiaro però quale fosse il gene all’interno di questo aplotipo, ovvero porzione di genoma contenente più geni che vengono solitamente ereditati insiem, le cui varianti influenzano la capacità di contrastare l’infezione da Sars-Cov-2.

Covid, alcuni composti della cannabis possono prevenire l’infezione

Quello che si sapeva è che si tratta di un aplotipo entrato nel genoma della nostra specie dagli incroci avvenuti con i nostri antichi parenti, i Neanderthal, nei 50mila anni in cui abbiamo convissuto in Europa prima della loro estinzione.

Articolo precedenteIl Covid può ridurre le dimensioni del pene? Ecco cosa sostengono gli esperti
Articolo successivoCovid, l’immunologa Viola: “Sì a obbligo vaccinale. La mia vita sotto scorta? Molto complicata”