Cultura

SALONE DEL LIBRO, MINISTERO RINUNCIA A PRELAZIONE. MARCHIO PASSA A SOCIETA’ FORNITORI

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Salone del Libro. Il marchio del Salone del Libro di Torino e’ ora dell’Associazione Culturale ‘Torino, la citta’ del
libro’, formata da un gruppo di creditori-fornitori per partecipare all’asta della vigilia di Natale.

Il ministero dei Beni e delle attivita’ culturali ha infatti deciso di non esercitare il diritto di prelazione sul marchio e sull’archivio del Salone.

E’ stato il ministro Alberto Bonisoli a comunicare l’attesa decisione a Silvio Viale, presidente dell’associazione, dopo la chiusura dell’asta senza offerte “migliorative”.

In teoria il ministero avrebbe avuto sessanta giorni per decidere, ma la consapevolezza dei tempi strettissimi a disposizione per organizzare la prossima edizione del Salone, in programma dal 9 al 13 maggio, ha spinto Bonisoli ad accelerare.

“Ho ricevuto la telefonata del ministro che mi ha confermato che non era sua intenzione esercitare la prelazione. Ci ha augurato buon lavoro per l’organizzazione del nuovo Salone”, racconta Viale che aveva parlato di uno slittamento dell’inizio dell’iter.

“Ora ci armiamo e partiamo. Incontreremo tutti gli attori della cabina di regia, poi vedremo Gl Events per l’affitto degli spazi. Ci vorra’ una decina giorni per condividere le progettualita’, ci daremo degli step. E’ un progetto complesso, ma finalmente siamo operativi”, dice Viale.
Per ora, tra le ipotesi, c’e’ quella dell’Oval da trasformare in quartiere generale per gli incontri piu’ importanti. “Sara’ un Salone omogeneo, non ci saranno spazi di serie A e di serie B”, assicura Viale.
“Formalmente manca ancora la rinuncia alla prelazione da parte della Regione e del Comune, ma e’ scontato che ci siano. La situazione si sta sbloccando celermente e noi lavoriamo alacremente”, spiega il presidente del Circolo dei Lettori Giulio Biino.

“I tempi sono stretti, ma per il Salone e’ sempre cosi’. Forse se non si lavorasse nell’emergenza non verrebbe cosi’
bene”. Tra i primi passaggi c’e’ la stesura della convenzione tra il Circolo e l’associazione, che stabilira’ le competenze.
L’associazione, che punta a una durata triennale per rientrare degli oltre 4 milioni di euro di debiti dell’ex Fondazione per il Libro, si occupera’ della gestione della parte tecnica e commerciale, lasciando la parte culturale al Circolo e quindi
agli enti pubblici. Non sono ancora noti i tempi dell’ingresso formale del Comune nel Circolo dei Lettori: “E’ una volonta’ affermata con frequenza, ma dovranno modificare lo Statuto e non
sappiamo quando avverra'”, dice Biino.

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