Documentari Animali

Saettone, serpente della famiglia dei colubridi

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Saettone. Il còlubro di Esculapio (Zamenis longissimus) o saettone è un serpente della famiglia dei colubridi. Il Colubro di Esculapio normalmente raggiunge gli 1,4-1,6 m, raramente gli oltre 2 m nella parte meridionale del suo areale. La slanciata coda ne costituisce il 20-25 % della lunghezza totale.

Esiste un dimorfismo sessuale che riguarda le dimensioni, con il maschio più grande e lungo della femmina (peso del maschio = circa 900 g, peso della femmina = circa 600 g). La testa è lunga, affusolata, e non ben distinta dal collo, con occhi di medie dimensioni a pupilla rotonda.

La pelle presenta 23 file di squame a metà corpo, fino a 250 squame ventrali e 60-90 coppie di squame subcaudali.

Non vi è dimorfismo sessuale nella livrea: gli adulti sono uniformemente grigio-marroni, giallo-marroni o olivastri, con la parte anteriore del corpo generalmente più chiara. Alcune squame dorsali possono essere bianche, disposte in bande; in Italia, a causa della variabilità genetica di questa specie, si possono rinvenire esemplari con strisce più chiare o più scure lungo il corpo. Le squame della regione mascellare superiore di solito sono gialle e possono esserci due chiazze gialle nel retro del capo. La superficie ventrale è gialla o biancastra, e in alcuni individui marcata da poche macchie grigiastre. I giovani individui sono di colore più brillante rispetto agli adulti e possiedono dalle 4 alle 7 file di macchie marroni lungo il corpo; da ciascun occhio diparte una striscia scura posteriormente alla mascella.

È di abitudini prevalentemente diurne, sebbene nei mesi più caldi compaia anche al crepuscolo; la temperatura ottimale per la sua attività è di circa 20-22 °C, raramente al di sotto dei 16 °C o al di sopra dei 25 °C. Si nutre di piccoli vertebrati come roditori, lucertole, passeracei predando anche le uova e i nidiacei. Non possiede veleno, ma è un abile costrittore, soffocando le prede tra le sue spire. A sua volta, è predato da diversi mammiferi (Mustelidi, volpi, cinghiali, ricci) e da diverse specie di rapaci; tra i suoi predatori figura anche Coronella austriaca, che si ciba dei giovani esemplari.

Trascorre il letargo, che nelle zone meridionali del suo areale va da ottobre a marzo, e nelle zone settentrionali un po’ più anticipato in autunno e posticipato in primavera, in anfratti, incavi dei muri e in tane ricavate nel terreno o in cavità dei tronchi. È un abilissimo arrampicatore, sia di alberi che, a volte, di edifici, raggiungendo anche diversi metri di altezza; tollera molto la presenza antropica e non è raro incontrarlo vicino a paesi o in parchi e giardini dei centri urbani.

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