SACCHETTI RIUTILIZZABILI PER L’ORTOFRUTTA, LA NUOVA “ARMA” CONTRO LA PLASTICA MONOUSO

Sacchetti riutilizzabili per l’ortofrutta, la nuova “arma” contro la plastica monouso. Offrire ai consumatori un’alternativa riutilizzabile (e pienamente rispettosa dell’ambiente) al bioshopper per l’acquisito di ortofrutta, riducendo così l’utilizzo di plastica monouso.

È l’obiettivo dell’iniziativa promossa e presentata da EcorNaturaSì e Legambiente, alla vigilia della Giornata mondiale dell’Ambiente, dedicata quest’anno alla lotta alla plastica monouso.

Un progetto (il primo in assoluto sul territorio nazionale) che parte dai negozi specializzati nel biologico NaturaSì e Cuorebio, con la distribuzione di 100 mila sacchetti riutilizzabili per l’ortofrutta, ma che vuole diventare un esempio per tutta la distribuzione italiana.

“Il biologico e il biodinamico hanno da sempre nella loro missione la cura della salute della Terra e delle persone. Per far questo non è sufficiente produrre un prodotto sano, ma è necessario intraprendere tutte quelle pratiche che hanno il minor impatto ambientale possibile” – ha detto Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSi’.

“Il tema imballaggi a questo proposito diventa cruciale – ha poi precisato – Nei nostri negozi, abbiamo iniziato con i sacchetti riciclabili e compostabili molti anni fa ma reputiamo che, se la possibilità di riciclo è un buon punto, ancora migliore e a minor impatto ambientale è il riutilizzo dell’imballaggio. Perciò introduciamo questi sacchetti che sono un minimo, ma a nostro avviso significativo, contributo, anche culturale, per ridurre il pesantissimo impatto ambientale. E in futuro abbiamo in programma di affiancare a questi sacchetti anche quelli in cotone riutilizzabili”.

I sacchetti riutilizzabili vogliono andare nella direzione della riduzione dei rifiuti inutili: pesano 8 grammi, sono infatti di poliestere (quindi adatti al contatto con gli alimenti), lavabili, traspiranti e costano 1,85 l’uno.

Chi sceglierà i sacchetti riutilizzabili non sarà costretto a pagare i pochi centesimi previsti dalla legge a carico dei consumatori per i sacchetti di plastica compostabili.

“Grazie all’uso delle sportine riutilizzabili, i sacchetti per la spesa usa e getta in Italia si sono ridotti del 55% negli ultimi cinque anni – ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – lo stesso lo dobbiamo fare per i sacchetti per l’ortofrutta nei supermercati, grazie alla diffusione delle retine riutilizzabili”.

L’iniziativa però non ha ancora avuto il completo via libera del Ministero della salute che il 4 gennaio scorso ha dichiarato che sarà possibile portare da casa i sacchetti per fare la spesa al supermercato di frutta e verdura, ma le buste dovranno avere le stesse caratteristiche di quelli dei supermercati: monouso, nuovi, adatti per gli alimenti e compostabili (cioè biodegradabili in 3 mesi).

L’iniziativa di oggi – spiega ancora Ciafani – “va proprio in questa direzione, nonostante l’incomprensibile latitanza del ministero della Salute al quale da sei mesi chiediamo di prendere una posizione ufficiale, sollecitando tutta la grande distribuzione a garantire ai cittadini un’alternativa riutilizzabile alle buste compostabili monouso. Grazie alle retine riutilizzabili per l’ortofrutta, e dopo le norme che hanno bandito le buste usa e getta di plastica tradizionale, i cotton fioc non compostabili e le microplastiche nei prodotti cosmetici, oggi l’Italia fa un nuovo passo in avanti – ha concluso il presidente Legambiente – per praticare concretamente la strategia europea per la lotta all’inquinamento da plastica”.

L’Italia infatti, secondo gli ultimi dati Eurostat, è il settimo Paese produttore di rifiuti plastici in Europa e negli ultimi sedici anni la produzione pro capite è aumentata leggermente passando da 34.19 chili a 35,05 all’anno.

Solo sulle spiagge italiane, come evidenzia l’ultimo Rapporto Beach Litter di Legambiente, il 31% dei rifiuti censiti riguarda materiale gettato poco dopo il suo utilizzo, come: imballaggi di alimenti, carte dei dolciumi, bastoncini per la pulizia delle orecchie, assorbenti igienici, barattoli, mozziconi di sigaretta.

I rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti sul 95% delle spiagge monitorate.

 

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