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SACCHETTI PER FRUTTA E VERDURA DA OGGI A PAGAMENTO

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Sacchetti frutta e verdura. È il primo aumento del 2018. Arrivano i sacchetti biodegradabili. Da oggi nei supermercati, come nella piccola distribuzione, i sacchetti per imbustare frutta e verdura saranno sostituiti dagli shopper biodegradabili e a pagamento. Ma di quanto aumenterà la nostra spesa annua?

Lo scorso agosto è stata approvata la legge di conversione 123/2017 (decreto legge Mezzogiorno) che recita: “Le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite(art.9 bis). I sacchetti leggeri e ultraleggeri, con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, debbano avere anche un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% (50% a partire dal 2020 e il 60% dal 2021) ed essere idonei per uso alimentare.

La norma riguarda piccoli negozi ed imprese della grande distribuzione che applicheranno sui sacchetti un prezzo compreso tra uno e 5 centesimi. Una delle poche ad aver reso noto ufficialmente il prezzo dei sacchetti è l’ Unicoop Firenze pari ad un centesimo; Auchan si sta orientando sulla cifra di 2-3 centesimi, mentre nei piccoli esercizi il prezzo potrebbe sfiorare i 10 centesimi.

Per gli esercenti che violano le nuove regole è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25mila euro, che può arrivare a 100mila euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica o un valore di queste ultime superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

Per ragioni igieniche sarà vietato ai consumatori di portare da casa i sacchetti per imbustare frutta, verdura, pane e altri alimenti sfusi. L’obbligo di pagare i sacchetti infatti sarà accompagnato dal divieto di riutilizzo delle buste biodegradabili per ragioni igieniche, come chiarisce il ministero dell’Ambiente in una nota di chiarimento inviata alla Gdo.

Ma le associazioni ambientaliste guardano con diffidenza a questa novità. “L’innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento ma sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e contrastare il problema dei sacchetti illegali. Si spera che l’Italia continui a seguire la strada tracciata in questi anni basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio” dice Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.

L’Italia infatti si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell’uso delle buste di plastica. E’ stata il primo paese europeo ad approvare nel 2011 la legge contro gli shopper non compostabili e ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c’è stata una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%.

Ma resta in Europa un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti e la maggior parte di questi finiscono in mare e sulle coste.

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