Attualità

SACCHETTI, UNA TASSA DA 60 EURO ANNUI. CRESCE LA PROTESTA

Condividi

Sacchetti. Continua la polemica sui sacchetti biodegradabili e a pagamento per i consumatori, introdotti nei supermercati e nella piccola distribuzione dal 1° gennaio 2018. Sui social c’è chi la definisce una norma ecologica che fa bene al pianeta, chi solo una tassa in più che grava sui consumatori.

Ma il caso diventa anche politico. Dopo le accuse dei quotidiani Il Giornale e Libero, anche sui social network si parla della dubbia provenienza secondo cui la legge sui sacchetti sarebbe un regalo a “un’amica di Renzi”. Si tratta di Catia Bastioli, amministratrice delegata del gruppo Novamont che realizza il cosiddetto Mater-Bi, ovvero la materia prima con cui circa 150 aziende in tutta Italia realizzano sacchetti biodegradabili ultraleggeri. Catia Bastioli risponde alle accuse: “La ritengo una tesi oltraggiosa. Che si possa connotare politicamente la volontà del governo di recepire una direttiva comunitaria denota a che punto siamo arrivati. Tutto questo offende il lavoro di questi ultimi venti anni”. Lei però ricopre la carica di presidente di Terna, una nomina al vertice di una società a controllo pubblico arrivata quando al governo c’era Matteo Renzi, un dato che non nasconde la vicinanza all’ex premier. Per Renzi: “L’Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti. Anziché gridare al complotto dovremmo aiutare a creare nuove aziende nel settore della Green Economy, senza lasciare il futuro nelle mani dei nostri concorrenti internazionali“.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti difende l’iniziativa del Governo parlando di “un atto di civiltà ecologica”, mentre dall’opposizione la leader di Fdi Giorgia Meloni parla di una “nuova tassa del Pd”. Nel frattempo il Codacons annuncia che presenterà  una diffida al Ministero dello Sviluppo economico perché autorizzi i consumatori a portarsi le borse per la frutta da casa. Legambiente prova a ridimensionare le polemiche: “Sarebbe utile che ci si preoccupasse dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento causato dalle plastiche non gestite correttamente, e che si accettassero soluzioni tecnologiche e produttive che contribuiscono a risolvere questi problemi, senza lasciarsi andare a polemiche da campagna elettorale di cui non si sente il bisogno“, ha dichiarato il presidente Stefano Ciafani.

Il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia: “Chiediamo alle Procure di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di truffa, verificando il comportamento di ipermercati, supermercati ed esercenti nella vendita dei sacchetti biodegradabili. Questo perché stanno arrivando segnalazioni da parte dei consumatori di tutta Italia che denunciano come il costo degli shopper venga loro addebitato anche in assenza di acquisto dei sacchetti, in modo del tutto illegittimo“, il presidente Carlo Rienzi.

Il Ministero della Salute nel frattempo dice sì al sacchetto da casa ma solo se nuovo.  Il generale del dicastero Giuseppe Ruocco ha dichiarato: “No al riutilizzo dei sacchetti bio quando si acquista frutta e verdura al supermercato, ma non siamo contrari all’impiego di buste monouso nuove che il cittadino può portare da casa. Il problema inizialmente non era sanitario, bensì ambientale poi il ministro dell’Ambiente ci ha chiesto un parere che verosimilmente sarà inserito in una circolare unica Ambiente-Salute. Dobbiamo allo stesso tempo assicurare il mantenimento dell’igiene e della sicurezza dei locali cercando di contemperare le esigenze di libertà e di sicurezza”.

La direttiva europea è chiara ma ogni Stato Membro si muove con la proprie gambe, come accadde nel 2011 ai tempi del primo divieto per i sacchetti di plastica. Anche in quel caso l’Italia si mosse prima degli altri. Adesso, insieme alla Francia, ha deciso di mettere a pagamento anche le buste ultraleggere (quelle in cui si ripongono gli ortaggi), nonostante non ci sia l’obbligo, mentre per il momento gli altri Stati non hanno preso provvedimenti. La direttiva europea 720 del 2015, infatti, invita gli Stati membri ad adottare misure affinché entro il 31 dicembre 2018 sia vietato distribuire gratuitamente le borse di plastica leggere (le classiche sportine con i manici), mentre per le ultraleggere il divieto di diffusione gratuita può essere disatteso.

Fino a pochi giorni fa il prezzo delle nuove buste biodegradabili era un mistero e nessuna catena di supermercati si era sbilanciata. In alcuni supermercati, come Coop Italia in Toscana, grazie alla sperimentazione delle buste biodegradabili nel corso degli anni, è stato possibile contenere i costi dell’operazione e distribuire i sacchetti ortofrutta a 1 solo centesimo di euro. Il prezzo dei sacchetti deve essere comunque compreso tra uno e 5 centesimi. Ecco i prezzi dei sacchetti nei principali supermercati della GDO.

Assobioplastiche ha stimato che una famiglia italiana spenderebbe da 4,00 a 12,50 €, considerando una media di 140 spese come da valutazione GFK-Eurisko. Ma non è del tutto corretto. Basta pensare che se acquisto 5 sacchetti al giorno  per 30 giorni del mese sono 150 buste in totale. Considerando che ciascuna busta ha un prezzo medio di 0,03 centesimi, facendo un rapido calcolo 150 x 0,03 x 12, risulta una spesa annua pari a circa 54 euro. Se si tiene conto del fatto che c’è chi fa la spesa tutti i giorni, si arriva ad una tassa annua di 60 euro.

Mentre le prteste continuano, tante le alternative proposte per ovviare al problema del pagamento dei sacchetti. Dai trucchetti dei consumatori, alla richiesta del Codacons di consentire ai consumatori l’utilizzo di borse per frutta e verdura portate da casa, fino all’esempio della Coop Svizzera, che offre sacchetti per frutta e verdura riutilizzabili. Si tratte delle Multi-Bag, realizzate in cellulosa certificata FSC, che rappresentano un’alternativa ecologica per tutti i consumatori che vogliono rinunciare al sacchetto di plastica monouso.

Link correlati:

SACCHETTI BIODEGRADABILI E A PAGAMENTO? NO GRAZIE. LA RIVOLTA SUI SOCIAL

SACCHETTI PER FRUTTA E VERDURA DA OGGI A PAGAMENTO

(Visited 247 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago