Russia, morto in carcere Alexei Navalny

Il dissidente russo, oppositore di Vladimir Putin, era detenuto dall’inizio del 2021.

È morto Alexei Navalny. Il dissidente russo, oppositore di Vladimir Putin, si trovava in isolamento in carcere dal gennaio del 2021. Aveva 47 anni e, secondo quanto riportato dal servizio penitenziario della Federazione russa, avrebbe avuto un malore dopo una passeggiata e a nulla sarebbe valso l’intervento dei medici che hanno tentato di rianimarlo per circa mezz’ora. Alexei Navalny era detenuto in una colonia penale siberiana, dove era stato trasferito il 23 dicembre scorso.

Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha spiegato: “Al momento non conosciamo le cause della sua morte, che verranno accertate dai medici“. La notizia resta comunque avvolta da un parziale alone di mistero: la tv di Stato russa RT ha spiegato che la morte di Alexei Navalny è avvenuta per una trombosi, mentre una portavoce del dissidente russo ha annunciato di non aver avuto ancora notizie dirette del decesso.

Inizialmente politico e attivista nazionalista, nel tempo Alexei Navalny si era spostato su posizioni nettamente più liberali e volte al dialogo tra la Russia e l’Occidente, denunciando la corruzione della politica di Vladimir Putin. Negli ultimi 15 anni aveva accumulato diversi arresti e condanne per varie accuse, che vanno dall’appropriazione indebita al terrorismo, passando per manifestazioni non autorizzate, estremismo e nazismo.

Nel 2018 si era anche candidato alle elezioni, sfidando Putin, ma era stato inibito dalla commissione elettorale centrale russa proprio per via delle condanne riportate nel corso degli anni. Più volte avvelenato in circostanze mai charite, Navalny era stato arrestato nel gennaio 2021 all’aeroporto di Mosca, dopo essere tornato dalla Germania, dove si era curato in seguito al malore, causato probabilmente da una sostanza tossica, che lo aveva portato al coma nell’agosto 2020.

La notizia della morte di Navalny, ultimo vero oppositore di Putin, ha avuto una vastissima eco internazionale. La stragrande maggioranza dei governi di tutto il mondo occidentale ha attaccato ferocemente il regime russo, così come l’Unione europea e la Nato, che indicano Putin come principale responsabile della morte in carcere di Navalny. Le stesse accuse sono state esplicitamente rivolte anche da Yulia, la moglie del dissidente russo.