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Rossella Muroni a TeleAmbiente: “Gli italiani non vogliono il nucleare e abbiamo bisogno del Deposito nazionale”

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Il no al nucleare e la pesante eredità del passato, ma anche lo scarso coraggio della politica nell’affrontare la crisi climatica. Ne abbiamo parlato con l’onorevole Rossella Muroni, deputata e già dirigente e presidente nazionale di Legambiente.

Sono passati ormai dieci anni dal referendum in cui gli italiani ribadirono il ‘no’ al nucleare. Cosa è cambiato in questo decennio?

In realtà, non moltissimo. C’è chi vorrebbe farci dimenticare quel referendum e farci credere che il nucleare sia un’opzione plausibile. Non p così e lo dico molto sinceramente al ministro Cingolani: so che lui è un tecnico ed è un appassionato di ricerca scientifica, ma in un Paese come il nostro, che deve ancora gestire le scorie, il nucleare non è una opzione possibile. Nei prossimi anni dovremo costruire il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e dobbiamo puntare sulle rinnovabili. Dopo due referendum, mi auguro che politici e industriali che vorrebbero tornare indietro possano capire che gli italiani non vogliono il nucleare“.

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Cosa pensa dell’attuale situazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi?

È una sfida importante e necessaria. Aspettavamo la mappa delle aree idonee da molto tempo, per la politica italiana è una grande sfida di trasparenza, di partecipazione, di condivisione e di sicurezza. Sono perplessa sulla scelta, fatta anni fa, di attribuire alla Sogin (che gestisce le scorie) anche il processo di partecipazione nell’informazione necessaria per i cittadini e le cittadine. Sovrapponendo quei ruoli, mi sembra che la politica abbia voluto sfilarsi dalle proprie responsabilità, lo dico molto sinceramente. Sarà necessario un lavoro di approfondimento sui territori. Il Deposito è necessario ma veniamo da anni di diritti dei cittadini calpestati“.

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Nelle ultime ore è emerso l’allarme per una perdita da una centrale nucleare in Cina, poi rientrato. Possiamo stare tranquilli?

Col nucleare non si può mai stare tranquilli, quando c’è un incidente l’allarme è di lungo raggio. Per questo, sotto il profilo del rischio, l’energia nucleare si dimostra insostenibile. Siamo davanti all’ennesimo caso che dimostra come non valga la pena rischiare, dobbiamo trasformare il sistema energetico e puntare soprattutto sulle rinnovabili“.

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Il G7 in Cornovaglia ha affrontato anche la crisi climatica. Un’occasione persa o qualcosa di buono è stato fatto?

Ritengo sia stata una bella pagina di annunci. Negli ultimi dieci anni i grandi della Terra si sono resi conto che il tema non può essere ignorato e che bisogna correre ai ripari. Ora vedremo se questo effetto comunicativo si trasformerà in fatti concreti, ma senza le giuste scelte la transizione ecologica rischia di rimanere uno slogan. Abbiamo visto qualche segnale incoraggiante, come il Green New Deal voluto da Ursula von der Leyen, le dichiarazioni di Joe Biden o il programma di stop alle trivellazioni fissato da Fatih Birol. La crisi climatica ci obbliga ad agire, non c’è più tempo per summit o annunci“.

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Un anno e mezzo fa il Parlamento approvava la Sua mozione sull’emergenza climatica. Quali azioni sono state prese da allora?

Siamo in una fase storica, abbiamo per la prima volta abbiamo un Ministero per la Transizione ecologica. Ritengo che il Pnrr sia debole e deludente da tanti punti di vita ma può diventare un metodo rispetto al principio del non arrecare danni significativi all’ambiente. Negli ultimi anni, gli unici provvedimenti degni di nota sul fronte ambientale sono stati l’eco-bonus 110 (ma vorrei capire perché siano state finanziate anche le caldaie a gas) e il decreto Clima dell’allora ministro Costa. Ci sono temi ambientali che una volta venivano accolti con sarcasmo e ironia dalla politica, ora sono presi maggiormente sul serio ma stiamo procedendo ancora troppo lentamente e la crisi climatica non ci sta dando tregua“.

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Il Senato ha approvato il ddl per l’inserimento della tutela dell’ambiente e degli animali in Costituzione. Un commento su questa approvazione quasi unanime?

Sono molto soddisfatta, è una grande battaglia trasversale. Finalmente nella nostra Costituzione repubblicana vengono riconosciuti lo spessore e l’importanza di questi temi, il lavoro dei nostri Padri e Madri Costituenti è stato visionario ma la sensibilità su questi temi oggi è maggiore. Spero che questo principio non rimanga tra i tanti inapplicati di una Carta Costituzionale bellissima ma che spesso, quando fa comodo, viene ignorata“.

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