Roma

Un rosa per Greta, fiorisce al parco del Colosseo l’Augusta Palatina FOTO

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Una rosa dedicata a Greta. E’ fiorita al parco archeologico del Colosseo, tra le rose del Viridarium, negli Horti Franesiani. Si chiama ‘Augusta Palatina’ ed è un ibrido appena nato, dopo 9 anni di sperimentazioni. Alfonsina Russo, direttore del parco, l’ha dedicata a Greta. In occasione della prima fioritura, presente l’ambasciatore di Svezia a Roma, che, oltre alla dedica, ha ricevuto in dono per l’attivista una pergamena:”un messaggio per la salvezza del pianeta e del suo ambiente”.

E’ fiorita in questi giorni, tra le rose del Viridarium, negli Horti Farnesiani sul colle Palatino, nel parco archeologico del Colosseo, l’Augusta Palatina.

L’Augusta Palatina è stata dedicata a Greta Thuberg, la giovane attivista svedese, paladina della lotta contro il cambiamento climatico. A dedicargliela è stata Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico più famoso al mondo, che ha definito la rosa: “un fiore simbolo dell’impegno nel preservare i caratteri originari della natura”.

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La dedica è stata raccolta, in rappresentanza di Greta (che però ha mandato un messaggio e promesso di venire a visitarla al più presto) c’è l’ambasciatore svedese a Roma Robert Rydberg. A lui Alfonsina Russo ha consegna una pergamena realizzata a mano per la combattiva adolescente dove la nuova rosa esplode in tutto il suo colore: “Vogliamo lanciare un messaggio per la salvezza del pianeta e del suo ambiente”, ribadisce Russo.

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La nuova rosa, che arricchisce e completa il roseto, si distingue per il suo fiore pieno, regolare e simmetrico, porpora scuro, con sfumature violetto nei petali più esterni e ciliegia per quelli centrali, caratteristiche della specie gallica Si tratta di un originale ibrido, ottenuto dall’ ibridatore Davide Dalla Libera, che racchiude il patrimonio genetico di alcune delle rose più antiche giunte sino a noi e già raffigurate negli affreschi di epoca romana. “Volevamo una rosa nuova per il neonato Parco –  ha detto Gabriella Strano, architetto paesaggista del parco archeologico –  e io cercavo una rosa antica. Questa è appena nata, ma ha un patrimonio genetico antico, tanto da ricordare alla fine proprio la rosa Prenestina che troviamo negli affreschi del II secolo”.

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Il giardino, allestito a partire dalla metà del Cinquecento dal cardinale Alessandro Farnese, si affaccia sul Foro Romano ed è vicino all’Arco di Tito. Il roseto voluto agli inizi del Novecento dall’archeologo Giacomo Boni, ora lì sepolto.

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