“Il liquidatore è stato chiaro. Il rischio default per Roma Metropolitane c’è. E per noi è inspiegabile”. Marino Masucci è il segretario generale per il Lazio della Fit-Cisl, sindacato che segue molte delle vertenze decisive per una città come Roma, a partire dalle vicende legate alla mobilità e ai trasporti, oltre che alla partecipata per l’ambiente.


Gli stipendi di Roma metropolitane sono a rischio. Sono mesi che ricorriamo a scioperi e proteste perché gli stipendi non vengono pagati. In queste ore sono in corso riunioni dove si paventano la Cassaintegrazione e il ricorso al FIS”, afferma Marino Masucci, segretario generale per il Lazio della Fit-Cisl.

L’azienda di progettazione della linea della Metro C conta intorno alle 120 unità tra i progettisti: “Un fiore all’occhiello” la definisce Masucci che, però, resta basito da quello che gli sembra un disinteresse da parte dell’amministrazione Raggi al riguardo: “Invece di investire, sono mesi che c’è un liquidatore. Non riusciamo a capire come mai quest’azienda sia insostenibile”.

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Lo scorso dicembre l’amministrazione ha versato nei conti di Roma Metropolitane i soldi necessari per la ricapitalizzazione e il pagamento dei debiti, ma dopo nemmeno tre settimane la doccia fredda per i lavoratori: niente tredicesima e niente stipendi: “Siamo tornati alla situazione di settembre/ottobre. Come nel gioco dell’oca”, sottolinea Masucci.

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Noi non possiamo immaginare che società controllata dal Comune di Roma possa andare in default – conclude il segretario Fit-Cisl del Lazio – Vuol dire che la situazione è pericolosa. Noi dobbiamo cominciare a ragionare in termini di responsabilità”.
Cosa succederà ad aprile? La domanda, al momento, resta sospesa.

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