Già in sperimentazione in Israele, i semafori intelligenti potrebbero presto arrivare nella Capitale. Il Campidoglio ha già preso contatti con Big G e ha già trovato i fondi per l’istallazione delle lanterne che riducono i tempi di attesa nel traffico e migliorano la qualità dell’aria.

I semafori di Roma presto potrebbero essere gestiti da Google. La giunta Gualtieri ha preso contatti con la multinazionale americana per creare una partnership il cui obiettivo è collegare i semafori della Capitale a un sistema gestito da “Big G”. Grazie alle informazioni carpite dai satelliti di Mountain View, i semafori romani saranno in grado di gestire il traffico in modo da minimizzare gli ingorghi.

Già in settimana è previsto un primo incontro tra i tecnici di Google e l’assessore romano ai trasporti Eugenio Patanè che, in un’intervista al Messaggero ha dichiarato che i primi semafori intelligenti saranno posizionati  “agli incroci pericolosi, e sfruttando l’intelligenza artificiale, insieme agli agenti della Municipale, potremo fare anche le multe. L’obiettivo, oltre a ridurre gli imbottigliamenti, è mettere fine alla strage sulle strade”. 

Il quotidiano romano ha inoltre potuto visionare un documento riservato che contiene le informazioni preliminari in vista dell’incontro tra i tecnici di Google e quelli dell’assessorato ai trasporti di Roma, in cui si legge che il colosso americano sta sviluppando progetti per
rendere “più efficienti i percorsi stradali nei centri urbani, anche in chiave sostenibilità ambientale” con l’obiettivo di sfruttare “l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dei semafori”. 

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Roma non è la prima città del mondo ad interessarsi ai modelli di smart city e ai semafori intelligenti. I semafori di Google sono attualmente in sperimentazione in quattro città israeliane e presto arriveranno a Rio de Janeiro, famosa per il suo traffico da incubo.

In Italia Google ha preso contatti con Roma e Milano, entrambe interessate a un progetto in corso di collaudo che sfrutta i diversi punti di forza di Google: la rete di satelliti in orbita, i dati degli spostamenti carpiti tramite gli smartphone e la tecnologia che permetterebbe di posizionare sul manto stradale dei sensori in grado di comunicare tra di loro per rendere più fluente il traffico in tutta la città.

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I semafori intelligenti potrebbero essere posizionati in tempi brevi. I fondi già ci sono: sei milioni di euro a disposizione del Campidoglio, stanziati dal Ministero dei Trasporti, ai quali si potrebbero aggiungere in futuro i fondi del Pnrr.

L’obiettivo dei semafori intelligenti – fa sapere Google – è duplice. Perché da una parte la loro istallazione sarebbe utile a far risparmiare tempo (e stress) ai cittadini romani che, secondo uno studio, passano 66 ore all’anno nel traffico.

Dall’altra parte, i semafori contribuirebbero a ridurre l’utilizzo del carburante (secondo Google del 10-20%) con conseguente miglioramento dell’aria e riduzione dello smog.

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