Ieri la giunta Gualtieri ha dato l’ok all’installazione di tre semafori intelligenti nella Capitale. Molto probabilmente saranno gestiti da Google che ha già mostrato interesse. Utilizzeranno i dati di satelliti e GPS per gestire il traffico

I semafori by Google a Roma sono cosa (quasi) fatta. L’ipotesi di collegare alcuni semafori della Capitale a un sistema gestito da Big G così da poter gestire meglio il traffico ha avuto l’ok del Campidoglio.

Ieri la giunta Gualtieri ha dato mandato alla Roma Servizi per la Mobilità di “avviare azioni volte all’ottimizzazione dei cicli semaforici per migliorare la viabilità, la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento”. In parole semplici: il primo passo per affidare a Google la gestione dei semafori romani.   

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A dire il vero, l’assegnazione al gigante di Mountain View non è immediata. Come da prassi, sarà aperta una call diretta a “enti di ricerca e
operatori di mercato” in possesso di “studi basati sui dati di traffico e mobilità”. Ma per molti versi pare solo una formalità. Perché nessuna azienda al mondo al momento possiede strumenti, dati e studi migliori di quelli di Google relativi alla mobilità dei cittadini.

Qualche settimana fa, poi, il quotidiano Il Messaggero, era riuscito a sapere che i delegati italiani di Google avevano inviato a Eugenio Patané, assessore ai trasporti del Campidoglio, un faldone con dati e aspetti tecnici relativi all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale gestita da Google per migliorare le condizioni di traffico delle città.

Ad essere interessati, nella prima fase, saranno tre incroci particolarmente congestionati: piazzale Appio, il Porto Fluviale e la Colombo. La fase di test dovrebbe partire a giugno 2022 e dovrebbe durare due mesi. Successivamente, dicono i tecnici del Campidoglio, con lo studio dei flussi si deciderà quali soluzioni attuare per decongestionare il traffico dell’Urbe.

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Ecco come funzioneranno i semafori di Google a Roma

Roma non sarà la prima città a sfruttare la potenzialità dei semafori intelligenti. Già utilizzati a Rio de Janeiro e in alcune città israeliane, i semafori di Google sfruttano i dati provenienti dai satelliti e quelli che noi stessi, tramite i Gps dei nostri smartphone, giriamo costantemente a Big G.

Dall’analisi simultanea e immediata di questi dati, già utilizzati da Google per le indicazioni sul traffico in Google Maps, il cervellone del motore di ricerca americano invierà input ai semafori che faranno scattare il rosso o il verde in base al traffico presente in quel momento.

L’obiettivo dei semafori intelligenti – fa sapere Google – è duplice. Perché da una parte la loro istallazione sarebbe utile a far risparmiare tempo (e stress) ai cittadini romani che, secondo uno studio, passano 166 ore all’anno nel traffico (dati pre-pandemia).

Dall’altra parte, i semafori contribuirebbero a ridurre l’utilizzo del carburante (secondo Google del 10-20%) con conseguente miglioramento dell’aria e riduzione dello smog.

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