Roma

Roma, scritta “vendesi” sui principali monumenti per le donne di Lucha y Siesta

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Sui principali monumenti della capitale è comparsa nella notte la scritta “vendesi” su Pantheon, Piramide Cestia, Bocca della Verità ma anche su strade e cavalcavia. Un’azione di protesta a sostegno delle donne di Lucha y Siesta. 

La scritta “Vendesi” sui monumenti principali di Roma: le foto hanno iniziato a circolare sui social accompagnate dall’hashtag #vendesiroma. Un’azione di protesta preceduta da un messaggio che da ieri sera ha iniziato a circolare di chat in chat: “Care amiche e cari amici, Stasera, quando cala il buio, faremo partire un’altra campagna in sostegno di Lucha y Siesta“. “Questo perché – si legge ancora nel testo – dato l’imminente sgombero, lucha intende lanciare un comitato per comprare lo stabile”.

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Il collettivo di attiviste della casa delle donne sotto sfratto al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni a riguardo, in attesa della conferenza stampa convocata per sabato 7 in via Lucio Sestio 10. Ma stando al messaggio circolato in queste ore si tratta di un’iniziativa a sostegno di un ambizioso progetto: raccogliere i fondi per comprare lo stabile di proprietà dell’Atac.

Occupato nel 2008, è diventato una casa rifugio per le donne che hanno subìto violenza e un punto di riferimento per tutto il VII municipio, grazie alle attività e ai laboratori aperti alla cittadinanza.

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Qualche settimana fa però Atac, che si trova in concordato preventivo, ha inviato una lettera alle attiviste: il tribunale fallimentare ha deciso di vendere l’ex deposito e la municipalizzata ha chiesto di liberarlo immediatamente.

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Per questo adesso le attiviste, forti anche di tutta la solidarietà arrivata in questi giorni, hanno deciso di provare a raccogliere i fondi per comprare lo stabile e garantire in questo modo la continuità dei percorsi di accoglienza e autosufficienza iniziati dalle 14 donne e dai 7 bambini ospitati nel centro.
Negli scorsi giorni, Atac era stata ricoperta di messaggi vocali. Un’altra azione con cui le attiviste e i sostenitori di Lucha y Siesta hanno chiesto di sospendere lo sgombero.

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